Ecco i curricula inutili della sanità lombarda. Manca un punto: il partito

Ecco tutti i cv degli oltre 700 candidati per gli incarichi di direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere lombarde

Altro che competenza. Scordatevi anche la meritocrazia. Le nomine dei vertici della sanità lombarda sono un affare politico. Esclusivamente politico. Recentemente l’Assessore alla Sanità Luciano Bresciani ha spiegato, chiaramente, qual è il metodo di selezione degli aspirati direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere lombarde.
Di fatto, Bresciani ha sdoganato una prassi odiosa: quella della lottizzazione. “la logica nella nomina dei direttori generali di Asl e ospedali è fondamentalmente legata al peso del voto espresso dagli elettori”. Le dichiarazioni dell’Assessore leghista alla Sanità lasciano poco spazio all’immaginazione. Ma se questa è la prassi, perché i candidati non dovrebbero indicare, nel proprio curriculum vitae, anche il partito d’appartenenza o le proprie simpatie politiche? Così facendo si velocizzerebbero notevolmente le operazioni di nomina. Il tutto nell’artificiosa trasparenza di una lottizzazione perfetta. Con buona pace di chi non ha tessere di partito oppure nel portafoglio ha quelle “sbagliate”. Così, noi del Gruppo Italia dei Valori abbiamo chiesto (e ottenuto) agli uffici competenti di poter visionare tutti i curricula degli oltre 700 candidati. Come risulta evidente nessuno di questi, a parte dati personali, recapiti e precedenti esperienze lavorative, ha indicato le proprie ‘simpatie’ politiche. Manca quindi il criterio determinante secondo Bresciani. Il più importante. Già perché, se la prassi è questa, e a sentire l’Assessore Bresciani sembra non ci sia nulla di male nella spartizione partitica delle nomine, perché non dovrebbero inserire nel CV anche la loro appartenenza poltica? Così, dopo aver ricevuto tutti i curricula, stiamo tentando di metterci in contatto con il maggior numero possibile di candidati, facendo loro una sola, semplice domanda:
Gentile Candidato,
a seguito delle chiare dichiarazioni dell’Assessore regionale alla Sanità circa il metodo di selezione degli aspiranti Direttori Generali di Asl e Aziende Ospedaliere, noi del Gruppo Italia dei Valori del Consiglio regionale della Lombardia desidereremmo porle una sola domanda: qualora la sua candidatura andasse a buon fine, sotto l’egida di quale partito è possibile ricondurla?

Intanto si avvicina il 23 dicembre, giorno fatidico in cui la politica deciderà i nomi dei prossimi direttori generali. Vi terremo aggiornati.

LINK CURRICULA 1
LINK CURRICULA 2

4 Commenti

  1. M. Bastiglia

    E' vergognoso ed è per questa ragione che l'eccellente sanità lombarda (mi limito a parlare della Lombardia che conosco per esperienza diretta) fa acqua da tutte le parti, sia come organizzazione che come prestazioni mediche (i medici più capaci restano spessissimo in secondo piano o nell'ombra in quanto non viene offerta loro possibilità di carriera per le note ragioni…

  2. antonio sarassi

    mi stupisce che ci si stupisca ancora delle modalità di nomina dei Direttori Generali. Lavorando nel comparto Sanità pubblica come medico dal 1984 sono abituato purtroppo a questo stato di cose: notare poi che il DG sceglie con gli stessi criteri

    il direttore amministrativo e il direttore sanitario , cioè il vertice dell'Azienda ospedaliera.

    Bisognerebbe forse fare qualcosa di più che esprimere il proprio, seppur motivato, dissenso.

    A.sarassi

  3. rina rapanelli

    Perfette le tue riflessioni, ma permettimi di aggiugere(non è una critica, un semplice sfogo) che anche nel nostro partito specialmente sul territorio non esistono competenze nè meritocrazie, anzi per andare a ricoprire certe poltrone non esistono neppure i curricula perchè decidono altri solo ed esclusivamente per motivi politici.

    Possiamo sperare che qualcosa cambi?Continuiamo a mettercela tutta

    Colgo l'occasione per augurarti

    ogni bene

    Rina Rapanelli – Buccinasco (ricordi?)

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