IDV e la questione morale

In molti, da più parti, ci chiedono di prendere posizione, di esprimerci su quanto accaduto negli ultimi mesi all’interno dell’Italia dei Valori. Ce lo chiede la base di questo partito, straordinariamente attiva e senza timori reverenziali. Ce lo chiedono i nostri elettori, anche quelli che di questo partito non sono. E ce lo chiede, prima di tutto, la nostra coscienza. E’ a loro e ad essa che oggi parliamo.

Non abbiamo voluto sfruttare l’onda delle ultime polemiche per dire la nostra, per non offrire il fianco a strumentalizzazioni che avrebbero danneggiato l’Italia dei Valori. Abbiamo fatto passare la piena facendo quadrato attorno all’Idv. Ora però alcune considerazioni per noi sono d’obbligo. E si rende necessario partire da una premessa: nell’Idv oggi c’è una spinosa e scottante “questione morale”, che va affrontata con urgenza, prima che la stessa travolga questo partito e tutti i suoi rappresentanti e rappresentati. Senza rese dei conti e senza pubbliche faide, crediamo che mai come adesso il presidente Antonio Di Pietro debba reagire duramente e con fermezza alla deriva verso cui questo partito sta andando per colpa di alcuni.

Le ultime vergogne, come altrimenti chiamare il caso Razzi/Scilipoti, due individui che si sono venduti, quantomeno moralmente, in virtù di altri interessi rispetto alla politica e al bene pubblico, sono solo la punta di un iceberg che pian piano emerge nella realtà di questo partito. Come dimenticare lo scandaloso caso Porfidia, inquisito per fatti di camorra e ancora difeso da qualche deputato dell’Idv che parla di sacrificio a causa di “fatti privati”. E poi il fumoso Pino Arlacchi, che dopo essere stato eletto con l’Idv e solo grazie all’Idv, ha salutato tutti con un misero pretesto ed è tornato con le orecchie basse al Pd. Ma chi ha portato questi personaggi in questo partito?

Per questo oggi, con questo documento condiviso, rilanciamo la necessità di una brusca virata, e chiediamo al presidente Di Pietro di rimanere indifferente al mal di mare che questa provocherà in chi, un cambiamento, non lo vuole. In chi spera che l’Idv torni un partito del 4% per poterlo amministrare come meglio crede. Seggi garantiti, candidature al sicuro, contestazioni zero. Gente, questa, che non ha più alcun contatto con la base e rimane chiusa nelle stanze del potere, cosciente che senza questa legge elettorale mai sarebbe arrivata in Parlamento e che se questa cambiasse mai più ci tornerebbe.

Abbiamo un patrimonio da cui ripartire, ed è quella “base” pensante e operativa, che non ha timore di difendere a spada tratta il suo leader Di Pietro ma nemmeno di rivolgersi direttamente a lui per chiedere giustizia e legalità all’interno del partito “locale”. Chiedono un deciso “no” alla deriva dei signori delle tessere, ai transfughi, agli impresentabili che oggi si fregiano di appartenere a questo partito e si rifanno, con precisione chirurgica, una verginità politica. Dopo i congressi regionali moltissime realtà si sono addirittura rivolte alle Procure per avere giustizia, presentando video e documentazione che proverebbero macroscopiche irregolarità nelle consultazioni tra gli iscritti.

Oggi una questione morale c’è ed è inutile e dannoso negarlo. Noi non possiamo tacere. La maggior parte della “dirigenza” dirà che con queste nostre parole danneggiamo il partito, altri che danneggiamo il presidente Di Pietro, altri ancora che siamo parte di un progetto eversivo che vuole appropriarsi dell’Idv. Noi crediamo che questo invece sia un estremo atto di amore per tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti dell’Italia dei Valori. Al presidente chiediamo solo una cosa: si faccia aiutare a fare pulizia. Ci lasci lavorare per rendere questo partito quello che lui ha pensato e realizzato e che ora qualcuno gli vuole togliere dalle mani.

Terminiamo questo documento con le parole di un grande politico italiano, che oggi purtroppo non è più con noi. Enrico Berlinguer.

“La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati”.

Luigi de Magistris, Sonia Alfano, Giulio Cavalli

13 Commenti

  1. Emanuele

    Caro compagno Giulio (permettimi da estraneo lo spirito di questa definizione visto il richiamo a Berlinguer)…ci siamo sentiti una sola volta al telefono quando, nella mia breve esperienza presso l'IDV di Bergamo, ti denunciavo appunto "la questione morale" e la mia volontà di ribaltare l'esecutivo locale per fare una sorta di rivoluzione interna dato che il partito ITALIA DEI VALORI è probabilmente la più grossa farsa politica del nostro paese. Tale farsa diventa esponenziale a livello appunto provinciale con tutti questi bonaccioni un pò fascisti e un pò leghisti che tramite il familiarismo dipietrista sono riusciti ad inserirsi nella alte sfere ammaccate del partito.
    (continua….)

    1. Emanuele

      Mi sono comunque divertito a portare in pochi mesi di permanenza nel partito un pò di sano e dovuto caos; si perchè non se ne può più delle prese per il culo cosmiche, specie se entri in un partito aspettandoti di trovare un'alternativa e invece scopri di trovarti all'interno di una commedia di Woody Allen.
      Mentre scrivo sono ancora qua che sorrido davvero credimi, da giovane trentenne figlio di questo tempo storico paradossale, scusami ma voglio sorridere, anzi ridere!…te lo dico in forma benignana: "cavalluzzo…cavalluzzo dove siamo finiti!" e forse tu, da attore teatrale puoi immaginarti la scena.
      (continua…)

    2. Emanuele

      Ora tornando seri, nonostante condivida il contenuto della tua lettera, mi preme dirti che secondo me siete parte di una famiglia che mai vi è appartenuta fino in fondo.
      Vedi…tutti osservano la storia e lodano Berlinguer, Biagi e per parcondicio ti dico Montanelli eppure io penso che siano stati soltanto semplici uomini ma coerenti fino in fondo con le proprie idee e le proprie appartenenze.
      La mia riflessione è questa: non c'è più tempo per sprecare la propria volontà di cambiamento all'interno di realtà che per natura non possono cambiare. Sono nate per non cambiare Nella nostra società contemporanea diamo troppa fiducia a chi non lo merita ma la colpa è anche nostra che rischiamo poco per difendere la semplicità ma anche la forza delle nostre idee.
      Nella mondo si incontrano uomini e artisti; i primi cercheranno sempre di tenere sotto controllo la loro vita e le loro azioni mentre i secondi cercheranno di dargli un senso.
      Alla nostra politica mancano artisti e se ci sono si esibiscono nell'ombra.

      Con simpatia
      Emanuele

  2. rosario

    Non ho mai creduto che la politica fosse materia per anime candide che non seguano i propri interessi finchè non ho conosciuto IDV, o meglio alcune persone, soprattutto giovani, che all'Italia vogliono dare qualcosa di meglio di quello che si è ritrovata ad avere "grazie" ai metodi democristiani e post-democristiani oggi imperanti un po' dapertutto.

    Siamo davanti, nel Paese, a regioni completamente senza speranza di cambiamento perchè le mafie (di tutti i tipi, pure quelle che fingono di ispirarsi a principi religiosi) hanno occupato tutto e bloccano tutto.
    I partiti, molti partiti, si affidano a monopolisti (o aspirtanti tali) per controllare il territorio grazie alle ricchezze dei maggiorenti, in grado di comprare tutto e tutti (o quasi).
    C'è anche chi non ha un reale seguito nel territorio e comunque organizza grupp di consenso temporanei per farsi eleggere, per nominare chi vuole nei punti chiave, per occupare il territorio.
    La "questione morale" è in qualche modo "normale", ma direi che a volte si tratta di un problema di "filtro" tra la base e i vertici, filtro organizzato da chi non vuole che i vertici conoscano le realtà e i maneggi di certuni che gravitano nel sottobosco.

    Se la politica deve essere "fare mafia" è meglio starne lontani. Oppure, attrezzarsi tra persone per bene e vincere.
    Questo dubbio "amletico" nasce alla luce dei fatti ma è inevitabile, perchè in qualsiasi consesso c'è chi tende al proprio tornaconto piuttosto che al bene del Paese.
    Paradossalmente credo sia vero che c'è chi preferisce gestire il proprio orticello che fare crescere il partito.
    Avviene così anche in tutte le associazioni, figurarsi in un gruppo più organizzato.

    Con Cavalli, De Magistris, Sonia Alfano la distanza è in parte dovuta al fatto che questi, tra i migliori esponenti di IDV, sono decisamente più "interessanti" per la gente "normale" di piccoli o grandi aspiranti burocrati; in più sono subito saliti agli onori nazionali e a certuni non è andato certo bene.
    Sarà invidia o cosa non saprei, ma non è un problema per IDV, lo è di più per chi non li ha nelle proprie fila !

    Il partito non ha alle spalle decenni di storia, deve formarsi nel territorio, radicarsi. E i piccoli burocrati certo non aiutano a prendere voti, anzi!
    Sono convinto che facciano più "squadra" loro con Di Pietro che non alcuni di coloro che lo attorniano giornalmente.
    E allora, più che una questione "morale" credo sia una questione "organizzativa".

    Al vertice deve arrivare notizia dei reali atteggiamenti di unoScilipoti o simili personaggi, affinchè gli errori non si ripetano.E credo che di Scilipoti sia pieno il mondo. Da ciò, dalla capacità di "filtrare" tali personaggi, e dalla reale spinta verso la "gente vera", onesta e lavoratrice, e non approfittaatrice,sta l'abilità o meno di uno staff.

  3. marco1979

    Non capisco come l'on. De Magistris continui a parlare della questione morale quando è il primo a non rispettare le regole del suo stesso partito. Probabilmente ho capito male, oppure la notizia è falsa ma è vero o non è vero che l'on. De Magistris è stato rinviato a giudizio? . Se è vero, perché non rispetta la regola, credo da lui condivisa, di dimettersi dal partito?. Anche ove tale rinvio, come lo stesso De Magistris sostiene, sia solo frutto di una strategia volta a screditarlo, perché comunque non rispetta per primo il tanto sbandierato rispetto delle regole, anche per dare l'esempio al tanto esecrato presidente del Consiglio?. Attendo una risposta anche per meglio comprendere i fatti.

  4. Gian Marco Pauletta

    Caro Cavalli,

    non sono d'accordo.

    Non sono d'accordo che eletti dell'IDV al parlamento europeo e al consiglio regenionale della lombardia , come lei, scrivano ai giornali per parlare di problemi del partito di cui fanno parte e di cui avrebbero avuto modo di parlare nelle sedi opportune del partito e direttamente con il presidente Di Pietro. Non si fa così! Avanzando critiche , che potrebbero avere anche giuste motivazioni, vi siete messi in una posizione a sua volta criticabile, e non potete essere così ingenui da non capire come vi prestiate ai tentativi di delegittimazione di Di Pietro e dell'Italia dei Valori, che ci sono sempre con la gioia di tutti quelli cui l'IDV ha dato e dà fastidio.

    Citate inoltre Berlinguer: ma Berlinguer si riferiva ai tempi di Craxi e della Dc, quando il PSi era diventato un'organizzione politico-affaristica come gruppi di potere della DC. Pensate che tale sia l'IDV? Allora per prima cosa dovreste dimettervi.

    Non lo pensate? E allora perchè parlate di una questione morale come quella di cui Berlinguer parlava? Io non credo che nell'IDV ci sia affatto una questione morale di quella portata, mentre sicuramenente ci sono state scelte sbagliate dei candidati e dei dirigenti , che hanno permesso a soggetti senza scrupoli di infiltrarsi per fare "affari" propri. E' un problema rilevante di cui il partito si deve prendere carico. Ma non pensate che debba esistere una disciplina di partito per cui dei problemi si parla primaditutto nel partito stesso?

    Uno dei guai della sinistra è quello di continuamente rappresentare posizioni contrastanti, danno una pessima immagine all'elettorato, che perde vieppiù di fiducia. E' giusto?

    Chi più di voi sa che le tendenze alla delegittimazione sono una delle strategie verso chi perora la Giustizia e la Legalità. Rischiate di essere utilizzati in questo senso . piuttosto che di contribuire al miglioramento dell'IDV, che a parole dichiarate.

  5. Finalmente dopo tanti militanti si lamentassero della gestione partitica e la fuori uscita di molti iscritti, hanno deciso di prendere posizione.

    Do atto del coraggio avuto, mi chiedo se tutto questo sia ancora utile o non sia troppo tardi?

    Per chi come me ha militato assiduamente è deprimente vedere il partito naufragare solo per l'egoismo di alcuni.

  6. Michele

    Noi vogliamo il partito Antimafia! Di Pietro deve assumersi la responsbilità, direi storica. Deve abbandonare l'idea del partito personale (senza voler sminuire quanto ha fatto) e deve allargarsi a un nuovo movimento dove può e deve essere leader.Bisogna puntare ad avere più "seggi" sicuri e assicurarli alle persone giuste, a partire dai tre firmatari.

  7. Alessandro Ferroni

    Condivido la necessità di eliminare dal partito chi non ne fa parte per la condivisione delle idee e degli obiettivi ma solo per interessi personali.

    Vorrei però capire quali sono le idee sul concreto modo di procedere.

    E vorrei anche sottolineare, con riferimento ai transfughi dei quali si parla nell'intervento, che il principio deve valere per tutti, indipendentemente dall'area politica di provenienza. Dico questo perché in diverse occasioni ho sentito De Magistris pronunciarsi contro gli "ex-democristiani": mi va bene, ma in questo momento vedo che, almeno in diverse zone, la gestione delle realtà locali è concentrata nelle mani di persone che vengono dalle vecchie parti dell'attuale PD, cioè in particolare DS e simili. Si tratta spesso di persone che sono uscite da lì perché non avevano più nessun ruolo, cioè trombati, e che quindi avevano solo bisogno di uno spazio in cui mettersi per ricominciare la corsa a una poltrona. E nel prendere il potere hanno dimostrato di comportarsi molto peggio di chi li aveva preceduti. Allora credo che sia giusto mettere uno stop ai transfughi (che naturalmente non significa bloccare l'accesso al partito di chiunque abbia già svolto attività politica altrove), ma per tutti gli ex-qualcosa e non solo per gli ex-qualcuno.

    Spero si capisca che dico questo senza spirito polemico ma solo costruttivo, perché condivido pienamente l'esigenza sollevata, e con la massima stima per Luigi De Magistris.

  8. MAURIZIO CERIONI

    Fermorestando che Tonino rimane Tonino, il Mio Presidente, condivido appieno le costruttive considerazioni di Cavalli, DeMagistris e Sonia Alfano, fatte per il bene di IDV. Spero con tutto il cuore che DiPietro capisca quanto sia necessaria una migliore selezione di chi ci rappresenta nelle istituzioni ad ogni livello!…

    Le considerazioni di Giulio, Gigi e Sonia devono aprire una fase nuova per IdV e Tonino deve ascoltarle!

  9. Carissimi, per molto tempo ho provato a contrastare il declino dell'IDV con l'impegno che molti di Voi sanno, ma purtroppo avere il proprio pensiero in questo partito è diventato essere visti come contestatori anche da chi ritiene di prendere cdecisioni utili al partito, e stò parlando di quei parlamentari lombardi che probabiulmente o non sono all'altezza dei loro compiti, oppure ritengono che sia giusto portare al 4% un partito che altrimenti non potranno controllare. E così con amara scelta ho ritenuto opportunon uscirne con molta soddisfazone di quelle persone che vogliono come da sempre dimostrare al Presidente Di Pietro il controllo del partito in Lombardia,ma che così non è e non sarà mai, ma che nel frattempo con i loro giochetti mescolano le carte , ma quello che più mi affranta maggiormente è il totale disinteresse di Di Pietro nell'ascoltare la BASE.

    Cordiali saluti di buone feste a tutti gli amici dell'IDV.

  10. falco

    Sottoscrivo parola per parola, come dice Giulio Cavalli "è ora di prendere posizione senza se e senza ma", meglio pochi ma buoni, il resto vien da sè. Continuate e noi saremo con voi.

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