Costruire senza sordi che non vogliono sentire

Dopo avere letto e ascoltato le risposte più o meno eleganti al nostro documento di riflessione su alcuni recenti episodi nel nostro partito Italia dei Valori ritengo doveroso riportare la discussione su alcuni temi che sono andati persi (o intelligentemente manipolati) nel dibattito nato. Scrivo con forza e convinzione “dibattito” senza scendere nel gioco urlato di chi parla di “attacco” o “pugnalata” con reazioni scomposte che parlano da sole: la funzione della politica nell’esercizio democratico della partecipazione vede nelle diverse posizioni uno spunto per un confronto che porti alla sintesi e alla crescita. Crediamo fortemente che questo dibattito appassirebbe prestissimo se cade nella battaglia patetica del più puro tra i puri o in un attacco personale ad Antonio Di Pietro che (attenzione) non c’è nelle nostre parole: siamo in un partito che è fatto di persone e che vive nei pensieri e nelle azioni delle persone. Questo è il tema. Azioni e dinamiche che devono circoscrivere ed annullare i Razzi e gli Scilipoti a Roma ma soprattutto i piccoli Razzi e Scilipoti che vogliono infilarsi ai livelli più bassi, nelle realtà provinciali e locali. Chiedersi sempre se la partecipazione a tutti i livelli è veramente garantita a tutti o se passa inosservata mentre diventa il giocattolo di potere di qualche colonnello e i suoi vassalli. E questa, non me ne voglia Tinti, è un nodo morale che investe l’etica e la pulizia morale degli ingranaggi dei partiti tutti. Non cadiamo nella banalizzazione di chi va fuori tema per non affrontare la questione o di chi filosofeggia indicando il dito: una questione posta per costruire diventa arma di distrazione di massa solo se fa comodo a qualcuno.

Non cadiamo nemmeno nel tranello di chi parla di una eccessiva pubblicizzazione dei problemi interni o di un’inaspettata uscita pubblica: i contenuti del nostro scritto sono i temi portanti dei nostri incontri pubblici che ognuno di noi vive quasi ogni giorno in giro per l’Italia con gli iscritti e gli attivisti che vogliono il bene di questo partito e che amano non sottrarsi mai al confronto, sono gli stessi temi che sosteniamo all’interno dei rispettivi direttivi, sono le stesse parole che abbiamo espresso ad Antonio Di Pietro in occasione di un nostro recente incontro a Roma e sono ciò che porteremo di nuovo al prossimo direttivo nazionale a Gennaio, al quale ci presenteremo con proposte concrete e speriamo innovative ascoltando e discutendo con il direttivo nazionale.

La nostra riflessione è (secondo il nostro modo di intendere la politica) un atto d’amore per il partito, un segnale di profondo rispetto per quello che Italia Dei Valori è nelle aspettative dei suoi moltissimi militanti e elettori nonché una responsabile presa in carico delle molte sollecitazioni che da tutta Italia la base lancia per costruire un soggetto politico sempre più credibile e sempre più importante per la vita democratica di questo Paese. E’ evidente quindi che la nostra nota rientra in un percorso di riflessione e dialogo che continuiamo ad avere con i sostenitori di IDV e con il partito e che ovviamente abbiamo ritenuto opportuno condividere con chi ci segue attraverso i nostri social network e i nostri blog; che poi la stampa abbia ripreso (più o meno strumentalmente) il nostro scritto è cosa ben diversa dal “lanciare bombe sui media” come qualcuno ha raccontato.

Eppure mi sembra di avere sentito parlare troppo poco del tema squisitamente politico: di come sia successo che le speranze riposte in IDV siano state tradite dall’immorale e antidemocratica arroganza di un corruttore come il Presidente Berlusconi che (ricordiamocelo) esercita il proprio ruolo padronale grazie alla presenza dei corruttibili. Ecco, noi vogliamo preoccuparci del corruttore e dei corrotti. Vogliamo continuare ad essere il faro dell’opposizione senza sconti contro il berlusconismo ma essere duri allo stesso modo con i “berluschini” che in ogni partito cercano di infilarsi riciclandosi fingendo di essersi reinventati. Vogliamo ribadire che questa legge elettorale cancella con un colpo di spugna il legame stretto tra l’eletto e i suoi elettori legandolo piuttosto ai propri interessi o al migliore offerente (come i recenti casi Razzi e Scilipoti ci hanno dimostrato). Un partito libero è un partito che esercita quotidianamente l’autocritica senza strategie o arroccamenti, un partito che si distingue perché senza remore dice “siamo stati avvicinabili” e si rituffa nella base per costruire meccanismi di autodifesa. Nessuno di noi ha parlato di un fallimento generale su questo punto, ma sarebbe miope e forse in malafede nascondere la polvere sotto il tappeto. Un partito intellettualmente onesto che si apre alle discussioni e alle diversità di vedute è l’eccezione del panorama nazionale: noi abbiamo chiesto che il nostro partito fosse tra i primi anche in questo.

Voglio ribadire che la riforma di questa vergognosa legge elettorale deve essere una priorità per tutta la politica onesta dell’arco costituzionale studiando, se necessario, strumenti interni perché venga restituito ai cittadini il costituzionale diritto anche di sbagliare candidato. Perché il partito rimanga quello straordinario strumento di democrazia diretta senza mediazioni come lo stesso presidente Di Pietro spesso ripete. Ipotizzando un regolamento di primarie di collegio o qualsiasi altro mezzo che non premi il servilismo o le cricche interne. Per questo abbiamo scritto (e lo ribadisco) “abbiamo un patrimonio da cui ripartire, ed è quella “base” pensante e operativa, che non ha timore di difendere a spada tratta il suo leader Di Pietro ma nemmeno di rivolgersi direttamente a lui per chiedere giustizia e legalità all’interno del partito “locale”. Dobbiamo cercare di evitare sin dall’inizio che si creino situazioni come quella piemontese che, come ha fatto notare lo stesso  presidente Di Pietro, è il segnale delle difficoltà di selezione di una nuova classe dirigente.

Non rispondiamo a chi strumentalmente parla di una “scalata” al partito: siamo stati chiamati in Italia dei Valori dal presidente Di Pietro con l’espressa richiesta di “dargli una mano” a continuare a costruire credibilità in IDV (come tutti gli altri militanti che ogni giorno sono nelle piazze, nelle sedi e nei luoghi istituzionali), cosa ben diversa dall’obbedienza a tutti i costi.

Rispondiamo invece volentieri a chi continua a mentire (sapendo di mentire) su un nostro presunto distacco dal lavoro di militanza all’interno del partito: lavoriamo ogni giorno nelle istituzioni in cui rappresentiamo Italia dei Valori, discutiamo e ascoltiamo azioni e proposte con gli iscritti e con la classe dirigente e io sono onorato di essermi assunto la responsabilità di essere coordinatore di una città come Milano a pochi mesi dalle elezioni amministrative e con una squadra eccezionale al mio fianco. Chi parla solo di noi tre ha sbagliato mira: noi non rappresentiamo correnti o cattivi consiglieri, cerchiamo di essere l’espressione delle migliaia di cittadini che ci hanno votato (scrivendo espressamente il nostro nome sulla scheda elettorale) e ci impegniamo a tenere alti i valori e le persone di valore. Com’è scritto sul programma del nostro partito: Italia dei Valori.

Buon lavoro a tutti. Tutti insieme.

6 Commenti

  1. Ne prendo atto

    Penso che un'atto di onestà e sincerità con noi stessi lo dobbiamo fare, sempre e tutti, nessuno escluso. Condivido la strategia politica del costruire insieme proprio come c'è scritto nello statuto di Italia dei valori e come tu hai bene esplicitato.Come condivido il fatto che non solo in politica ma in generale nella vita, bisogna affrontare i problemi e cercare di risolveri. Altrimenti quei problemi un giorno, prima o poi ti verranno a bussare un'altra volta.Non voglio definire la questione sollevata da Te, Sonia e Luigi un problema ma semplicemente una discussione (un tema) cha forse in IDV è sempre stata procastinata. MA attenzione definiamo l'ambito e la circoscrizione di "questione morale" altrimenti finiamo incosciamente di parlare di cose diverse e non vi capirete mai. Inoltre quando si decide di risolvere e dibattere seriamente un tema come può essere la questione morale non si può partire con eccezioni.
    Le eccezioni creano precedenti.
    E i precedenti sono condizioni sufficienti e necessarie per infrangere le regole generali.
    A meno che per rientrare nell'ambito del rispetto delle regole si cambino le regole (Berlusconi docet).
    Insomma, come sempre ci vuole coraggio.
    Buon anno

  2. Pino Delle Noci

    Condivido perfettamente perchè sono fermamente convinto che costruire si può se veramente si vuole. Non costruire sulle macerie, sui prati per coltivazione e per pascoli, sui lidi sabbiosi del mare, sulle rive dei fiumi o dei laghi, all'interno delle valli per la raccolta delle acque piovane e distruggendo boschi. Costruire per non essere demoliti, senza arroccarsi nel castello incantato, ma fortificando i mezzi di autodifesa per non aggrediti e/o dagli assedi da lestofanti ben armati di millantismo e di vanagloria.

  3. Eduardo Rina

    Mi auguro che riesca a te, a De Magistris e a Sonia Alfano, ciò che non è riuscito a me, a Raiti, a Giorgio Calò, a Veltri e ad altre migliaia di dirigenti e militanti di ogni parte d'Italia, che hanno dovuto arrendersi dinnanzi alla cocciutaggine di Di Pietro nell'ignorare le "risorse umane" che hanno speso anni di lavoro per contribuire alla lenta crescita del partito per favorire il "metodo Formisano" delle campagne acquisti dei mercenari che sono accorsi all'ultimo minuto in IDV per barattare presunti e mai accertati "pacchetti di voti" con cariche parlamentari, regionali e territoriali. Un TRAVASO di mercenariato al posto della passione militante e disinteressata dei dipietristi della prima ora quando il partito non arrivava nemmeno al 2%. Se ti fa piacere posso fornirti una mia riflessione sul partito subito dopo le elezioni regionali del 2005 quando IDV rimase sotto il 2% in tutta Italia. Un documento politico che feci recapitare a tutte le organizzazioni del partito e allo stesso Di Pietro che mi chiamò un mese dopo all'incarico di Responsabile Nazionali Enti Locali e all'Ufficio di Presidenza. Per poi, inspiegabilmente "pugnalarmi" alle spalle due giorni dopo la mia elezione alla Camera dei Deputati del 2006. Una ferita che ancora sanguina, dopo quattro anni.

    EDUARDO RINA.

  4. Giulia Vezzoni

    Salve,

    sono Giulia Vezzoni del gruppo scout Segrate-San Bovio1.

    In questo periodo dell'anno e nella prima parte di quello che verrà,

    il mio clan, ragazzi dai 16 ai 19 anni più due capi di 25 e 35 anni

    ha deciso di affrontare un Capitolo ( strumento basato su tre

    punti: VEDO; GIUDICO, AGISCO) riguardante la mafia. In particolar modo

    stiamo cercando di capire i meccanismi di questa organizzazione e di

    incontrare persone che ne sono venute a contatto e persone che nella

    loro vita hanno deciso di essere nemici della mafia. Per cui scrivo a

    tutti questi indirizzi che ho recuperato sul sito di Giulio Cavalli,

    perchè vorremmo invitarlo a parlare con noi in un incontro, aperto a

    chi volesse partecipare. Come data possibile indichiamo la sera di

    mercoledì 26 gennaio, ma siamo disponibili per qualsiasi altro giorno.

    Spero che possiate aiutarci a metteterci in contatto con Giulio

    Cavalli o inoltrando a lui il nostro invito o dandoci, se possibile, un

    indirizzo mail a cui poter scrivere.

    Grazie mille.

    GIULIA VEZZONI ( Clan Nuvola Rossa)

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