Portiamoci l’esecutivo nazionale a casa: idee, progetti, proposte

Come forse saprete il 14 e il 15 gennaio si terrà il prossimo esecutivo nazionale di Italia dei Valori. Un esecutivo che (a detta di tutti) sarà un passaggio importante per tanti motivi: la crisi di Governo che Berlusconi vuole nascondere sotto il tappeto, le basi per la coalizione di centro sinistra che si propone come alternativa (che, personalmente, mi auguro tanto più lontano possibile dal profumo di niente di questo terzo polo che sottovoce affascina un po’ tutti con il vecchio trucco di sostituire le etichette per scavalcare la scadenza) e, inevitabilmente, le proposte per la crescita e gli strumenti interni del partito.
Insomma, questa benedetta questione morale che più di qualcuno ha vissuto con la maturità dei litigiosi alle riunioni di condominio ma che comprende i temi (politici) della credibilità, della garanzia di partecipazione, dei metodi di selezione di dirigenti ed eletti e le ricette per il vaccino contro un’emorragia di deputati che è scritta nei numeri (carta canta, direbbe qualcuno): a inizio legislatura i nostri deputati erano 29 e oggi 22, il 24% è un tema politico?
Stiamo stendendo le nostre proposte per una due giorni che può diventare la sintesi reale e costruttiva di metodi idee (lasciando perdere pistole fumanti in giro…). Lo stiamo facendo insieme ai tanti iscritti e simpatizzanti che ci propongono le loro soluzioni nell’ottica piena del mio ruolo di “delegato a disposizione”. Stiamo parlando del “periodo di verifica” proposto da Di Pietro per chi arriva da altri partiti, stiamo parlando di metodi di controllo dell’attività effettiva degli iscritti al di là dei congressi, stiamo parlando di primarie di collegio per le candidature, stiamo parlando di luoghi di discussione aperti a tutti e tanto altro. Per questo vi chiedo per qualsiasi idea di scrivermi (in mail o qui sotto). Nei giorni precedenti pubblicherò le proposte che porteremo al esecutivo e i riscontri ricevuti.
Trovando il modo, magari, di aggiornarvi anche in diretta.
Buona epifania.

43 Commenti

  1. Gabriele

    SI SA QUALCOSA di un documento ,che dicono giri nei vari coordinamenti regionali circa la dichiarazione di una non esistenza di questione morale all'interno di IdV? Chiaramente sbugiardando Cavalli,DeMagistris e C.

  2. gabriella

    Mi sembrava di averti già scritto..forse ho fatto qualche errore telematico….ti scrivevo per dirti che ..se ti suonano le orecchie ..è perche molte persone ti pensano..vi pensano …anzi..molte persone ..per esempio di Brescia si incontrano e discutono ..parlano dei contenuti ..da molto tempo che tu con De magistris e Sonia Alfano , avete espresso nella lettera che tutti conosciamo.
    Siamo consapevoli che quelle parole sono l'espressione di molte persone militanti in idv..e non solo.
    A Brescia ci siamo chiamati "la carica dei 101"..ma credimi siamo molti di più.
    é indubbio che tu ..con altri rappresentate la "vera maggioranza" forse non quella della quantità dei numeri raffazzionati con ler truppe cammellate.
    Noi crediamo che la nuova "polis" possa risorgere…ci vuole tempo..le coscienze devono crescere..ma il momento è foriero di nuove possibilità..il potenziale esiste….. non sei solo..non siete soli..siamo in tanti a volere il giusto cambiamento..con onestà, trasparenza…volontà di bene..veramente è ppossibile ..il cambiamento è alle porte. grazie. Gabriella carsana

  3. Giovanni da Brescia

    Grazie Giulio per aver offerto a tutti questo spazio che fa da ponte tra la base e il potere decisionale, nella speranza che non siano solo parole nel vento io propongo che venga semplicemente preso in seria considerazione l’articolo 3 dello Statuto nazionale IdV in modo da deliberare coerentemente sui seguenti punti,

    testo di riferimento art.3 :

    "L’Italia dei Valori e’ un partito politico autonomo ed indipendente in grado di offrirsi come luogo di partecipazione, di proposta, di elaborazione, di confronto democratico."

    1. Redigere e rendere disponibili agli iscritti o almeno ai partecipanti alle riunioni , i verbali delle riunioni ufficiali di partito a tutti i livelli, anche tramite posta elettronica; almeno le decisioni assunte dai Direttivi devono essere sottoscritte e portate poi a conoscenza di tutti gli iscritti;

    2. Mettere a disposizione almeno di tutti indistintamente i componenti dei Direttivi Provinciali l’elenco degli iscritti per motivi legati alla consapevole partecipazione interna e al confronto democratico dei tessarati ; anche verificando e monitorando quanti iscritti siano poi anche militanti per poter adeguatamente incentivarne la partecipazione.;

    3 esclusione di qualsiasi criterio di “ cooptazione”;

    4. Il Coordinatore provinciale del partito viene eletto secondo le norme vigenti del partito, ma non può nominare o imporre alcun altro componente né interno né esterno al direttivo/coordinamento né attribuire deleghe di alcun tipo senza meccanismi rigorosamente elettivi (assunti a maggioranza semplice dei presenti al Coordinamento Provinciale);

    5. L’assemblea degli iscritti delle singole zone elegge il proprio coordinatore di zona;

    6. Il coordinamento provinciale ha l’obbligo di attivare importanti iniziative politico-culturali-sociali, aperte agli iscritti ed al territorio, provinciali e di zona.ed inserito in un panel di obiettivi imposti (precisi e misurabili) e da raggiungere annualmente, dei quali deve rispondere politicamente il Coordinatore;

    7. Per una maggiore trasparenza ed un più ampio coinvolgimento degli iscritti, il coordinamento provinciale è obbligato a convocare semestralmente l’assemblea degli iscritti al fine di informarli sull’attività e sulle iniziative del coordinamento stesso;

    8. Si può ricoprire la carica di consigliere comunale, provinciale, regionale, deputato/senatore, per non più di due mandati.

    9. Per l’individuazione dei candidati per le competizioni elettorali, circoscrizionali, comunali e provinciali il parere del coordinamento provinciale (preso a maggioranza semplice) è vincolante. Per le competizioni regionali e nazionali il coordinamento provinciale indicherà dei nominativi da sottoporre all’Ufficio di Presidenza, il quale dovrà argomentare le motivazioni di eventuali bocciature dei nominativi proposti ed accordarsi con il coordinamento provinciale su eventuali sostituzioni di candidati in quota alla provincia. Ciò con l'intento di legare il più possibile le candidature alla effettiva rappresentanza del territorio.

    10. I candidati eletti in una competizione elettorale sono obbligati a completare il mandato per il quale sono stati eletti.

    11. Se un eletto vuole concorrere come candidato per una competizione elettorale diversa durante il suo mandato, deve dimettersi dalla carica alla quale è stato eletto almeno 90 giorni prima della presentazione delle nuove candidature.

    12 Informare tutti gli iscritti anche tramite Email delle situazione economica del partito .Tutti gli eletti nonché coloro che siano stati nominati ufficialmente dal partito in Enti Pubblici “in quota IdV”sono tenuti a versare annualmente nelle casse provinciali del partito almeno il 20% del compenso annuale lordo percepito.

  4. – Chi si candida o detiene ruoli di coordinamento non puo' avere interessi conflittuali con le amministrazioni che governano tutto o parte dell territorio nel quale si candida.
    – le candidature per le elezioni devono essere decise esclusivamente dai soci iscritti nei collegi che sono chiamati al voto.
    (utopia) – le alleanze locali devono essere decise di concerto tra gli iscritti dei collegi chiamati al voto, i coordinatori locali e quelli di livello immediatamente superiore.


  5. – i nuovi iscritti dovrebbero avere il diritto normato (secondo modalita' chiare) di presentare proposte al coordinamento di cui fanno parte (per esempio con un numero prefissato minimo di soci aderenti alla proposta, in funzione degli iscritti aventi diritto la voto);
    – le proposte dei soci dovrebbero essere obbligatoriamente esaminate entro la prima riunione mensile. La mancata risposta a proposte dei soci deve portare ad un ammonimento del coordinatore. Qualora il coordinamento non risposta a piu' di 2-3 richieste deve scattare lo scigliomento con nuove elezioni.
    – l'elenco dei soci deve essere reso pubblico almeno ai soci stessi! Altra questione fondamentale per poter aggregarsi ed essere costruttivi.
    – i nuovi iscritti dovrebbero maturare diritto al voto solo dopo 3 mesi dall'iscrizione (6 per i livelli regionali)) e solo partecipando ad almeno 3 incontri mensili degli ultimi 5 (6-8 per i livelli regionali). Chi non matura queste presenze perde il diritto al voto pur mantenendo il diritto a presentare proposte al coordinamento.

  6. Di seguito le proposte elaborate rapidamente con gli altri iscritti IDV che fanno parte del Circolo Zaninello di Pavia. Sono per lo piu' considerazioni che hanno gia' preso posto nel nostro statuto. La cosa che per noi e' stata e rimane fondamentale e' che il diritto a votare deve essere dato a chi realmente partecipa alla vita associativa. Questo per evitare – come sta succedendo – che macchinate di schede inutili si muovano attraverso le provincie solo per la nomina dei coordinatori che, il giorno dopo, sono soli e quindi apatici rispetto a tutto cio' che gli accade intorno.

    Un miglioramento organizzativo debba partire dal fissare le regole sin dai coordinamenti territorialmente piu' piccoli e diffusi.
    Pertanto, a livello comunale (dove previsto), provinciale e regionale dovrebbero essere previsti
    – almeno 1 incontro mensile con tutti gli iscritti – da indire con una settimana di preavviso.
    – la nomina di coordinatori ogni due anni. Non rinnovabile.
    – la non compatibilita' della nomina a coordinatore di qualsiasi livello con quella ad altre cariche di partito o elettive

  7. Paolo Gonzaga

    Concordo in pieno con le proposte di Agostino Cullati, che non ripeto perché perfettamente poste da lui. Sarà necessario, senza strappi e con lealtà, porre con forza il tema della questione morale all'interno dell'Idv: i casi di Scilipoti e Razzi sono solo la punta di un iceberg di un fenomeno ben sottolineato da Cavalli, De Magistris e Sonia Alfano e che va affrontato con sincerità e desiderio sincero del bene comune.
    Aggiungo rispetto alla collocazione dell'Idv nel sistema delle alleanze, che Idv deve stare nel perimetro del centro-sinistra. Idv deve a mio avviso impegnarsi seriamente per creare subito un tavolo di discussione programmatica tra Pd-Idv-Sel, affinché si costruisca la coalizione alternativa alla destra becera di Berlusconi e Bossi e al neoliberismo selvaggio di Marchionne. Riguardo al cosiddetto terzo polo menzionato da qcn. sopra, penso debba correre da solo se ce la fa, e Pd-Idv-Sel (e perché no, anche FdS) avrebbero una seria possibilità di vincere le elezioni (anche grazie ai voti che il terzo polo sottrarrebbe alla destra berlusconiana e leghista), elezioni che sono convinto si stiano avvicinando ogni giorno di più, aldilà della altalenanti dichiarazioni dell'attuale maggioranza. Perciò la priorità è la costruzione immediata di un programma comune e quindi di una coalizione forte con Pd e Sel (e ripeto vedrei bene un coinvolgimento anche della Federazione della Sinistra). Infine se il terzo polo comprendesse il pericolo enorme che correrebbero la democrazia e la Costituzione in caso di vittoria ulteriore di Berlusconi e (personalmente penso sia comunque un'ipotesi da fantascienza) volesse unirsi al centro-sinistra unito, non porrei veti, ma studierei se è un'ipotesi attuabile, ma sempre subordinata all'unità del centro-sinistra.

  8. Gianni Folli

    La richiesta di affrontare i problemi del partito con più trasparenza e rigore morale nonchè di attuare "necessariiamente" una più attenta selezione etica della classe dirigente nazionale e locale non è solo vostra ma appartiene a tutti i militanti più fedeli, motivati e impegnati, che non sono più disponibili a sacrificare tutto il loro tempo e le loro risorse, anche economiche, per far eleggere … gli Scilipoti.
    Mi auguro che il nostro Presidente sia in grado di recepire i vostri sacrosanti suggerimenti per migliorare un partito che, sempre di più, sta assomigliando a tutti gli altri, tradendo la "ragione sociale" della sua stessa esistenza.
    Se così non sarà, per la consistente parte sana del partito si tratterà di prendere atto della fine di un sogno, ma ai nostri dirigenti resterà l'amarezza di una irrecuperabile sconfitta elettorale ampiamente meritata.
    Gianni Folli – Brescia

  9. Gianni Folli

    Sono esterefatto dalle reazioni piccate del nostro Presidente, dei nostri capigruppo alla Camera e al Senato e di numerosi nostri parlamentari alle più che condivisibili e osservazioni fatte da te , De Magistris e Sonia Alfano al fine di migliorare il partito.
    Costoro hanno perso il polso della situazione. O, peggio, a loro sta bene così. Capisco che la maggior parte dei nostri parlamentari,contrariamente a voi tre, non si troverebbero in Parlamento se gli elettori potessero vorate i candidati e, quindi, a loro interessi esclusivamente la loro opportunistica posizione e non certo il bene del partito. Cosa importa a loro se c'è gente che ha lavorato per più di 10 anni con il massimo impegno per sconfiggere Berlusconi e il berlusconismo ed ora si trova nella situazione kafkiana di aver sudato sette camicie per … salvare Berlusconi! Ma la cosa più sconsolante è che anche il nostro presidente e i più importanti dirigenti di partito la pensino nello stesso modo. Incredibile!
    Gianni Folli – Brescia

  10. Vecchio politico DC

    Punto 1) BILANCIO TRASPARENTE E PARTECIPATO
    Quanti soldi ci sono a disposizione e come devono essere spesi? Le risorse devono andare nei territori e non rimanere a Roma e Bruxelles. I deputati europei, nazionali e regionali diano il 70% dell'indennità alle unità di base territoriali.
    Se non si affronta il problema della gestione economica democratica il resto sono soltanto parole al vento. La base degli iscritti deve poter controllare i cordoni della borsa: il partito deve essere gestito come una SPA non come una ditta individuale.
    Ripeto BILANCIO TRASPARENTE E PARTECIPATO. Quella è la base della vera democrazia. Il resto viene di conseguenza.
    Altrimenti IDV sarà come l'UDeur, cambierà solo il nome di chi lo controlla e gli slogan che utilizza per farlo.

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