Referendum in 73 Comuni: nasce il fronte anti-Pezzano

Vanzago, 12 gennaio 2010 – I malumori e le preoccupazioni sono diventate un fronte politico e civile. Al Partito Democratico si sono alleati l’Italia dei Valori, l’Udc e Sinistra Ecologia Libertà. Al sindaco di Vanzago, Roberto Nava, che ha dato le dimissioni dal consiglio di rappresentanza dei sindaci, si sono uniti quelli di Arluno, Cesano Boscone, Cesate, Canegrate, Cusago, Nerviano, Pero, Pregnana, Settimo Milanese. Alla politica e ai sindaci si sono affiancati Sos Racket e Usura di Frediano Manzi e altre associazioni antimafia del milanese, come Qui Milano Libera, le Agende Rosse di Borsellino, il Popolo Viola, Sos Italia Libera e Saveria Antiochia Omicron. Tutti contro Pietrogino Pezzano, nominato lo scorso 23 dicembre direttore generale dell’Asl Milano 1. Tutti contro una nomina giudicata inopportuna per i trascorsi del manager sanitario, per le sue chiacchierate frequentazioni con i boss della malavita organizzata e per le intercettazioni telefoniche.

Tutti a chiedere al presidente della Regione, Roberto Formigoni di revocare questa nomina e allo stesso Pezzano di rinunciare a questo incarico. Ieri mattina in un’affollata conferenza stampa gli esponenti di questo fronte hanno snocciolato le ragioni della loro protesta e annunciato che il prossimo 29 gennaio si terrà una consultazione popolare in tutti i 73 comuni dell’Asl Milano 1 per chiedere anche ai cittadini il parere su questa nomina. «Distribuiremo 500.000 questionari, chiederemo ai cittadini di scrivere la loro opinione e poi recapiteremo tutti i questionari compilati nell’ufficio del Governatore della Regione, Formigoni e dell’assessore regionale della Sanità, Luciano Bresciani – spiega Manzi, presidente di Sos Racket e Usura – intanto chiediamo a tutti i sindaci di avere lo stesso coraggio di Nava e dire cosa ne pensano di questa nomina avvenuta in un territorio dove a luglio ci sono stati 168 arresti nell’ambito di un’operazione contro la ’ndrangheta». Pezzano, in ogni caso, non ha nessuna condanna e non risulta indagato. Per Formigoni, tra l’altro, è uno dei migliori manager della sanità pubblica e quindi ha le carte in regola per sedere sulla poltrona che gli è stata assegnata.

Ma i consiglieri regionali presenti all’incontro di ieri – Carlo Borghetti e Arianna Cavicchioli del Pd, Giulio Cavalli dell’Idv, Enrico Marcora dell’Udc e Chiara Cremonesi di Sinistra Ecologia Libertà – già impegnati in una battaglia affinché il Comitato Tecnico di Valutazione che ha il compito di dare un giudizio sui curriculum dei manager delle società partecipate possa valutare anche i manager della sanità, sono convinti che quella di Pezzano sia stata una «nomina politica e inopportuna che ha bisogno di un chiarimento anche nell’aula consigliare del Pirellone». Tutti contro Pezzano, ma tutti di centrosinistra. Per ora. Nel centrodestra questa nomina e la battaglia contro Pezzano per il momento hanno sortito l’effetto di mettere in difficoltà la Lega «che a voce si lamenta per la spartizione delle poltrone ma nei fatti non fa nulla per revocarle», spiega il sindaco vanzaghese Nava.

di Roberta Rampini

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