Da TERRA 27/01: Pezzano, nomina inopportuna

Anna Pellizzone (Terra Milano)

POLITICA. Parla Giulio Cavalli, consigliere regionale Idv e promotore della mozione di revoca per il dirigente Asl scelto da Formigoni.

La vocazione della giunta Formigoni a fare nomine di dirigenti di aziende sanitarie e ospedaliere  assai criticate e per molti inopportune sembra diventata un’abitudine. E il caso di Pietrogino Pezzano, direttore generale della Asl di Milano 1, ne è l’ennesima conferma. Sono passati pochi giorni dalla presentazione in Consiglio regionale della mozione per la revoca dell’incarico al discusso dirigente e il primo firmatario, Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori e attore-autore conosciuto per il suo impegno antimafia e le minacce ricevute, è stufo delle interviste che ha dovuto concedere. Soprattutto da quando, circa una settimana fa, si è diffusa un’altra notizia che lo riguarda: presto non avrà più la sua scorta. Ma se si tratta di parlare di criminalità organizzata è sempre pronto a far sentire la sua voce.

«L’opportunità politica è una cosa molto soggettiva – esordisce Cavalli – figuriamoci poi in un Paese dove le maîtresse diventano consiglieri regionali. Il fatto è che nel caso di Pezzano non stiamo parlando di una persona che è incautamente incappata in un criminale, ma di qualcuno che Pino Neri – uno dei capicosca più noti del nord Italia che secondo le indagini della Procura di Milano dirette da Ilda Boccassini ha amicizie influenti anche nelle istituzioni – ha descritto nelle intercettazioni dell’inchiesta Infinito come una persona che “fa favori a tutti”. Senza contare i suoi rapporti di amicizia con Candeloro Polimeno e Saverio Moscato». I contatti di Pezzano con la ’ndrangheta, però, alla Giunta non sono bastati per ritenere “inopportuna” la sua nomina.

«Formigoni – continua Cavalli – ha messo Pezzano prima alla Asl di Monza e poi all’Asl di Milano. Un passaggio che, per il livello di competenze e per il fatturato dall’Asl di Milano 1 è da considerarsi come una promozione. La vicenda della nomina di Pezzano è molto semplice: è un atto squisitamente politico». Cavalli non risparmia critiche anche alla sinistra: «Siamo sotto i limiti della decenza. C’è una maggioranza che non sempre e non per forza deve essere mafiosa e un centrosinistra che è molto più bravo a cavalcare la mafiosità del centrodestra piuttosto che ad assumersi le proprie responsabilità. La mozione che abbiamo presentato in Consiglio non è passata perché mancavano i numeri dell’Udc, che in realtà ha fatto delle grandi conferenze stampa sulla vicenda Pezzano».

Ma la mafia si combatte con i fatti, e non con le parole. Ed è proprio per questo che a proposito di chi, come lui, porta avanti la sua battaglia contro la criminalità organizzata attraverso il teatro e i libri, Cavalli denuncia: «Se un autore, un prete o un giornalista diventano più credibili della magistratura e della politica, vuol dire che l’ombra di delegittimazione verso i giudici e l’autodistruzione della politica stanno avendo il loro corso. Io non credo assolutamente che la lotta alla mafia sia una battaglia che si combatte con la parola. Ma credo che la parola sia uno strumento per rinnovare l’impegno e la fiducia per quelli che la combattono». Una fiducia di cui i magistrati hanno sempre più bisogno, perché, per usare le parole di Cavalli, «le campagne del presidente del Consiglio contro la magistratura stanno funzionando molto bene». Intanto Pezzano siede sulla sua poltrona di direttore generale dell’Asl di Milano 1 e a breve si aspettano le nomine dei direttori sanitari e dei direttori amministrativi.

Accanto ai sindaci che hanno firmato la petizione per rimuovere il dirigente dal suo incarico, anche la società civile si sta mobilitando per fare sentire la sua voce. Martedì sera l’associazione Sos Racket Usura si è ritrovata per organizzare la raccolta firme che il 29 gennaio vedrà impegnati alcuni dei 73 Comuni che fanno parte del bacino di utenza dell’Asl 1 tra cui Bollate, Trezzano sul Naviglio, Arese e Garbagnate. L’obiettivo, ambizioso, è raccogliere le firme del 10 per cento dei residenti. Serviranno anche per far perdere a Formigoni l’inclinazione alle nomine inopportune.

http://www.terranews.it/news/2011/01/«pezzano-nomina-inopportuna»

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