Il Giorno di Lodi e la differenza tra un titolo e uno scarabocchio

Questa mattina apro le agenzie e leggo un titolo sull’edizione lodigiana de Il Giorno:
Il consigliere IDV Cavalli esulta “sarò ancora sotto scorta”
Non ho letto l’articolo e di sicuro non lo leggerò perché il mio stomaco si è arreso già sulle virgolette, caro direttore. Sappiamo bene come l’improbo lavoro del titolista stia in equilibrio tra l’esigenza di accendere l’acquolina in bocca e di inquadrare la notizia, eppure le posso assicurare che solo un imbecille “esulterebbe” per una questione che è riuscita addirittura a tenere eleganti i toni di tutte le parti politiche e che, ancora una volta, diventa banale e superficiale varcati i confini lodigiani. Tenendo conto del fatto che, non avendo nessun giornalista presente in Aula, vi sarete rifatti alle agenzie che hanno semplicemente riportato una comunicazione durante il Consiglio Regionale: quelle stesse agenzie di stampa che hanno suggerito titoli diversi in tutte le altre edizioni locali del vostro giornale.
La mia vicenda non è né un gioco né una battaglia di tifo. Avevo già avuto modo di dirvelo in occasione del vostro (inelegante) sondaggio in cui a colpi di mouse chiedevate “Cavalli, scorta si o scorta no?”.
Un titolo almeno mezza verità deve averla, caro direttore, altrimenti io “esulto” per la scorta, voi “scarabocchiate” un titolo e alla fine perdiamo tutti.

Una risposta a “Il Giorno di Lodi e la differenza tra un titolo e uno scarabocchio”

  1. Da iscritta all'Ordine dei giornalisti della Lombardia posso solo dire che, sempre più spesso, ho una gran voglia di buttare la mia tessera…

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