(Mezza) buona notizia per l’acqua pubblica in Lombardia

Si potrebbe dire Berlusconi contro Formigoni o, meglio, lo Stato contro la Regione Lombardia.

La notizia è l’impugnazione per incostituzionalità della nuova Legge regionale sull’acqua votata dal Consiglio Regionale della Lombardia lo scorso 22.12.2010, nonostante la forte opposizione dei Comitati acqua della Lombardia (www.contrattoacqua.it/public/journal/index.php?v=243&argm=174&c=4) e l’ostruzionismo di tutti i partiti di minoranze, usciti dall’aula al momento del voto.

Come potete leggere qui sotto, l’impugnazione riguarda la parte della Legge che assegna un ruolo alle società patrimoniali, volute dalla Lombardia solo per moltiplicare le poltrone dei CdA.

Si ricorda che la Lombardia è finora l’unica regione ad aver approvato una legge in applicazione del:

– decreto Calderoli, sulla soppressione delle Autorità d’Ambito (A.ATO): la Lombardia prevede di togliere le competenze ai comuni per consegnarle alle province, attraverso la costituzione degli Uffici d’Ambito formati solo da un CdA;

– decreto Ronchi, sull’affidamento della gestione dei servizi idrici: la Lombardia obbliga all’affidamento tramite gara, consegnando di fatto l’acqua ai privati.

A questo punto l’impugnazione ci permette di chiedere la sospensione dell’applicazione di tutta la (pessima) legge regionale, almeno fino al voto del Referendum nazionale che chiede la cancellazione del decreto Ronchi (e quindi di riflesso anche della legge lombarda).

Pertanto chiediamo che nel frattempo i comuni e le province non applichino la legge regionale, ovvero non si devono nè costituire gli Uffici d’Ambito e nè avviare le gare, così come in provincia di Mantova si deve sospendere la gara già avviata per la messa sul mercato del 40% della società pubblica Tea acque.

Ancora una volta Formigoni è stato bloccato nella sua volontà di privatizzare l’acqua della Lombardia.

Continuiamo la mobilitazione!

Saluti, Roberto Fumagalli (Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua)

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