Chiarezza sulla discarica di Cavenago d’Adda (LO)

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE

EX ART. 116 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Al Signor Presidente del Consiglio Regionale

Oggetto: Conoscenza delle condizioni della discarica di Cavenago D’Adda, in località Solitarco, e delle motivazioni del progetto di ampliamento della stessa.

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

PREMESSO CHE

la Regione Lombardia con delibera del 27/07/1983 n. 1294 modificativa della precedente del 29/07/1982 n. 19635 ha approvato in attuazione della L.R. 94/80 il Piano regionale delle discariche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani indicando tra gli altri il comune di Cavenago D’Adda, località Solitarco, la localizzazione di una discarica;

PREMESSO INOLTRE CHE

il geologo Prof. Cerro nella relazione del 17 giugno 1982, commissionata dal citato comune di Cavenago D’Adda, segnalava che “le caratteristiche geologiche e idrogeologiche del territorio in questione non risultano idonee a ricevere l’insediamento di una discarica controllata”

CONSIDERATO CHE

la citata discarica sorge in prossimità del Parco Adda Sud;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

la regione Lombardia, con L.R. n. 22/1994 denominata “Piano territoriale di coordinamento del parco naturale dell’Adda Sud” all’art. 6, rubricato “indirizzi alla pianificazione comunale per le aree esterne al Parco”, indica come criteri ed indirizzi al comma 2: lettera c) “le zone industriali, con esclusione di modeste attività produttive non moleste, né nocive, debbono essere collocate a congrua distanza dai confini del parco e debbano prevedere equipaggiamento a verde”; lettera d) “deve essere evitato l’insediamento di nuove industrie insalubri in aree o costruzioni limitrofe al parco”;

CONSTATATO CHE

sulla stampa locale, nel novembre del 1994 veniva segnalata una perdita di liquame inquinato che fuoriusciva dal telo costituente il fondo della discarica, minacciando la falda acquifera sottostante;

CONSTATATO INOLTRE CHE

nel corso degli anni la discarica è stata ampliata considerevolmente;

ATTESO CHE

la Regione Lombardia in relazione al progetto di ampliamento della discarica in questione ha decretato, con decreto n. 9644 del 23 giugno 2005, che il committente ottemperi ad alcune prescrizioni/raccomandazioni;

ATTESO INOLTRE CHE

l’attività ispettiva dell’Arpa, con comunicazione del 2 luglio 2010, rassegnava e trasmetteva con apposita nota all’Autorità Giudiziaria le seguenti conclusioni: “i controlli effettuati dall’Agenzia mediante rilievo planimetrico eseguito in data 31 marzo 2010 sui settori di conferimento da 1 a 6, 7 (parte), 8 (parte) e 9 (parte) della discarica hanno consentito di accertare il diffuso superamento delle quote massime previste dal progetto approvato per il conferimento di rifiuti, prima della chiusura definitiva”;

OSSERVATO CHE

da alcune segnalazioni pervenute da cittadini della zona, sembra che all’interno della discarica vi sia un ristagno permanente di liquami che sembra non asciugarsi mai;

OSSERVATO INOLTRE CHE

vi è un progetto di ampliamento della suddetta discarica;

PRESO ATTO CHE

con direttiva 2008/98/CE l’Unione Europea indica con il seguente elenco l’ordine di priorità da seguire in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e) smaltimento.

 

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE NONCHÈ L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI, E L’ASSESSORE AI SISTEMI VERDI E PAESAGGIO, ALESSANDRO COLUCCI, PER CONOSCERE:

  1. se Regione Lombardia sia a conoscenza della presenza di una zona di pregio ambientale adiacente alla discarica;
  2. quale sia l’attuale stato della perdita di liquame segnalato dalla stampa locale nel 1994;
  3. se Regione Lombardia abbia verificato il rispetto delle distanze tra la discarica e il Parco Adda Sud previste dalle normative vigenti;
  4. se Regione Lombardia ha verificato il rispetto delle prescrizioni/raccomandazioni indicate con decreto n. 9644 del 23 giugno 2005;
  5. se Regione Lombardia sia a conoscenza di un ulteriore progetto di ampliamento della discarica;
  6. se Regione Lombardia, in relazione al progetto di ampliamento, abbia espresso osservazioni e/o valutazioni (ed in caso di risposta affermativa quali) in relazione alle prescrizioni di cui all’art. 6, comma 2 della L.R. n. 22/1994 denominata “Piano territoriale di coordinamento del parco naturale dell’Adda Sud”;
  7. se Regione Lombardia sia a conoscenza dell’attività ispettiva dell’Arpa poc’anzi citata e se sia a conoscenza delle determinazioni assunte dall’Autorità Giudiziaria investita della questione;
  8. se Regione Lombardia sia a conoscenza dell’esistenza di un acquitrino permanente e quale ne sia l’origine;
  9. se Regione Lombardia, in relazione all’ultimo progetto di ampliamento della discarica, ha vagliato altri progetti maggiormente compatibili con quanto indicato dalla Direttiva 2008/98/CE.

 

Milano, 21 marzo 2011

Giulio Cavalli (IDV)

Francesco Patitucci (IDV)

Gabriele Sola (IDV)

Stefano Zamponi (IDV)

 

 

 

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