La Provincia di Varese intervista Cavalli: non sottovalutare

Giulio Cavalli consigliere regionale Idv «Un errore sottovalutare il fenomeno»
«Siamo tutti Sancho Panza e combattiamo contro i mulini a vento». Queste le parole di Giulio Cavalli, attore teatrale e consigliere regionale Idv sotto scorta per il suo impegno contro la Mafia, riguardo le infiltrazioni della ‘ndranghqta nell’imprenditoria lombarda. Trasparenza, legalità, Stato e coraggio sembrano essere le parole chiave per poter affrontare e combattere un fenomeno dalle dimensioni sempre più allarmanti. E che forse, per anni, tutti abbiamo mal interpretato.
Il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, ha parlato di una vera colonizzazione e della diffusa omertà. Cosa ne pensa?
Stimo molto il procuratore Pignatone. Io vorrei aggiungere che l’intera cittadinanza, dalla casalinga al professionista, ha una colpa e cioè quella di aver coltivato per anni una forte indifferenza. Qui essere colonizzati significa, in realtà, essersi fatti colonizzare. Con l’operazione Infinito sono finite in manette 150 persone solo in Lombardia. Ciò significa che certe dinamiche sono iniziate decenni fa.
Qualcuno, come Roberto Castelli, ha suggerito di dare più spazio alle aziende lombarde per arginare il problema. Può essere una soluzione?
Purtroppo, come spesso accade, se ne fa una questione partitica e non politica. Come è stato dimostrato, molte aziende lombardissime sono andate di loro spontanea volontà a bussare alle associazioni mafiose, non viceversa, per trarne profitti. Quello che propone Castelli è solo propaganda e testimonia la pochezza della nostra classe politica.
Cosa, in questi anni, è stato più sottovalutato?
Si è pensato per troppo tempo che le mafie arrivassero al Nord dentro le tasche dei picciotti messi a confino. Quando invece le infiltrazioni più pericolose sono passate attraverso i conti correnti e la politica, che cercava i voti della criminalità organizzata.
Cosa serve per cambiare rotta?
Servono trasparenza e rispetto della legalità. Serve accorgersi di quanto accade e capire che i nostri diritti non sono privilegi che qualcuno ci concede. Serve insegnare il rispetto della Costituzione ai nostri figli. Serve avere il coraggio di denunciare i fatti alle forze dell’ordine e capire che la legge è un’opportunità non una costrizione. Anche le banche dovrebbero vigilare con più determinazione e non far finta di non vedere la collusione.
Cosa può fare davvero la differenza?
Il nord ha una grande occasione. Gli imprenditori sani, che sono la maggior parte, devono avere uno scatto d’orgoglio e capire che questi concorrenti barano, riciclano, prima di guadagnare.
Benedetta Magistrali

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