Cavalli e Bubola, sos alla cultura

A Sesto S. Giovanni l’inedito duo mette in scena uno spettacolo di denuncia e resistenza

Cavalli e Bubola, sos alla cultura

Versi e canzoni per chi si indigna (e combatte) il degrado

Contro la volgarità dirompente, non si può fare altro che resistere. Un percorso che è coraggio, grinta, divertimento, voglia di andare a vedere con i propri occhi le cose, senza appigli, senza sconti, senza consolazione. Di certo non cercano consolazione il cantautore Massimo Bubola e l’attore Giulio Cavalli. Il primo si è abituato a raccontare la realtà con la poesia, insieme a Fabrizio De André; al secondo, la verità l’ha portato ad essere il primo attore sotto scorta del teatro italiano. Il loro è un viaggio parallelo, unito sul legno del palco dell’Arci Carroponte di via Granelli, a Sesto San Giovanni. Un appuntamento inedito e singolare il loro, dal titolo suggestivo di Si sono presi il nostro cuore. Una data inserita nella rassegna dell’Arci di via Granelli per mercoledì 15 giugno alle 21.30. Sospesa, com’è prevedibile, tra le note di Bubola e i versi impegnati di Cavalli. Dopo l’esordio con l’album Nastro Giallo del 1976, Bubola inizia a collaborare con De André per le musiche di Rimini (1978) e L’Indiano (1981) e mette la sua firma a testi come Andrea, Sally e Fiume Sand Creek. Una carriera, la sua, in cui è fondamentale mettere l’accento su una particolarissima forma di folk e rock, mentre l’album Tre Rose, prodotto dallo stesso De Andrè, tocca anche toni intimisti e armonici. Una doppia via che ha inseguito a lungo. Per Giulio Cavalli, la serata è ricalca temi e modi di tutta la sua produzione (da Linate 8 ottobre 2001: la strage a Do ut des, riti e conviti mafiosi, per arrivare all’ultima produzione L’innocenza di Giulio), in cui accanto agli elementi di cronaca, spunta spesso la poesia. Un esperimento interessante come «ricerca quotidiana di coraggio». Un esercizio necessario per affrontare quelli che, per chi ha vissuto gli anni del “risorgimento culturale” di Bubola, sono tempi bui. Tempi in cui l’asticella del livello culturale si è tristemente abbassata in una sorta di “avvilimento”. E che sembra trovare una boccata d’ossigeno in pagine di musica indimenticabili come Don Raffaè o Il fiume Sand Creek, perle del repertorio della coppia Bubola-De André, abbinate a letture emozionanti e vibranti come Tutti assolti o Alce Nero parla, o anche a ballate di una grande forza come Il cielo d’Irlanda o Niente passa invano. Testi che trovano in poeti come Allan Poe e Pasolini, Virgilio e Blake, un perfetto controcanto. Uno specchio in cui veder riflessa la stessa luce che anima autori più moderni e più vicini al nostro panorama culturale, come Edoardo De Filippo e Primo Levi. Testimonianza vibranti di quello che viviamo ogni giorno, lontani dalla cultura accademica e, spesso algida, che punta a trasmettere chi si chiude, oggi più che mai, in quell’eremo spesso definito come “radical chic”, come risposta all’abbassamento dilagante del livello culturale. E lo spettatore? La reazione più probabile sarà quella della commozione verso la semplicità della poesia che solo i grandi riescono a infondere. Ma non è detto che qualcuno non sia stupito. Dalla capacità di farsi ancora travolgere dai versi di Blake o dall’ironia di De Filippo. Come si rimane stupiti davanti al ritrovamento di un prezioso gioiello di famiglia, nel cassetto di una scrivania, quando lo si credeva perso per sempre. Uno spettacolo che sarà, dunque, “liberazione”, quella sensazione di riuscire a provare sentimenti umanissimi e toccanti, anche grazie alle voci di Bubola e Cavalli. Una resistenza che è cuore e cervello e a cui faranno riferimento anche le Letture resistenti a cura dell’Anpi Tom Benetollo di Milano.

Rossella Mungiello___________________________________Si sono presi il nostro cuore Massimo Bubola e Giulio Cavalli c/o Arci “Carroponte” di via Granelli, Sesto S. Giovanni (Milano) 15 giugno 2011, ore 21.30

da IL CITTADINO http://edicola.ilcittadino.it/edicola/Dwp/2011/06/03/39.pdf

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