Poverini gli Spagnuolo, vittime di Lodi

Puntano il dito contro le voci. Vittorio Spagnuolo (figlio di Luigi, dopo il sequestro dei bar in bella mostra in piazza sequestrati per riciclaggio) dice che li hanno additati come “mafiosi”. Di essere stati vittime di mafia (da dimostrare nel processo) e di avere subito troppi controlli. Comunque ci assicura di non conoscere la contabilità e che presto darà la sua verità. Gli consigliamo, prima, di studiarsi bene il bilancio.

8 Commenti

  1. Vittorio Spagnuolo

    Povero chiacchierone parassita, dopo mesi trascorsi ad attendere una risposta alle mie mail sono sempre ad aspettare confidando che per una volta nella tua vita tiri fuori il coraggio. Sono passati mesi da quando hai scritto le tue porcate ed io sono sempre in attesa di conoscerti.
    Facile per te scrivere. Meno facile, a quanto pare, è avere un incontro da uomo.
    Vorrei parlarti. Aspetto.

  2. Vittorio Spagnuolo

    Per quanto riguarda gli innumerevoli controlli effettuati nei nostri locali, non sto di certo dicendo falsità! I controlli DEVONO essere fatti, sono d'accordo, mi sono solo domandato se altri avessero ricevuto lo stesso trattamento e le stesse attenzioni (sinceramente non credo).
    Vittime di mafia lo siamo stati veramente, si informi presso la questura di Lodi che ha seguito il caso. VISTO IL SUO PARTICOLARE INTERESSE ALLE VICENDE MIE E DELLA MIA FAMIGLIA.
    La ringrazio per l'attenzione. Ha la mia mail e il modo di contattarmi.
    A presto, grazie.

  3. Vittorio Spagnuolo

    Sempre carissimo Giulio Cavalli,
    che mi inviti a studiare la contabilità, volevo risponderti che semplicemente io della contabilità societaria non me ne sono mai occupato perchè il mio ruolo è sempre stato un altro: quello di avere contatto con i soci lavoratori, organizzare e assicurarmi che i lavori fossero svolti al meglio, confrontarmi con responsabili e presidenti di cooperative (per la gestione operativa all'interno dell'appalto), confrontarmi con sindacati quasi quotidianamente.
    Avevo un ruolo all'interno di società che non erano di mia proprietà e un contratto di collaborazione.
    C'è una differenza tra quello che è un'accusa e quello che poi realmente viene dimostrato.

  4. Vittorio Spagnuolo

    Carissimo Giulio Cavalli,
    sono Vittorio Spagnuolo e sono pronto a risponderti sia per iscritto che personalmente.
    Sono stato chiamato da un giornalista de "Il Cittadino" per rilasciare una dichiarazione e senza nascondermi dai fatti mi sono reso disponibile. La premessa fatta in prima pagina da "Il cittadino" (Con la frase <<Lodi ce l'ha con noi>>) non è frutto delle mie parole mentre l'articolo di pagina 14 corrisponde perfettamente a quanto detto al giornalista Davide Cagnola che mi ha intervistato.

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