Cavalli: “Basta truffare i migranti e calpestare i loro diritti col ‘miraggio’ del permesso di soggiorno”

Cavalli: “Basta truffare i migranti e calpestare i loro diritti col ‘miraggio’ del permesso di soggiorno”

Milano, 20 giugno 2011 – Niente proteste ma proposte. Giulio Cavalli, consigliere regionale, a margine della conferenza stampa di questa mattina in merito al presidio degli immigrati in piazza XXIV Maggio, illustra la mozione appena depositata circa le truffe sui permessi di soggiorno a danno dei lavoratori migranti.

“Attraverso questa mozione – dichiara Cavalli – chiediamo semplicemente due cose alla Regione Lombardia: di attivarsi per chiedere al Governo l’immediata applicazione della sentenza del Consiglio di Stato e la convocazione di un tavolo nazionale e territoriale per discutere la questione delle truffe a danno degli immigrati”.

“E’ un problema di legalità e di civiltà – continua Cavalli -;  non possiamo chiudere gli occhi su un fenomeno ignobile come lo sfruttamento dei lavoratori migranti ‘ostaggio’ di persone senza scrupoli che calpestano i loro diritti col miraggio di un permesso di soggiorno che non arriverà mai”.

“Purtroppo il Testo Unico sull’immigrazione non prevede la possibilità di regolarizzazione laddove il migrante, già presente in Italia, avesse un datore di lavoro disposto ad assumerlo. Un vuoto legislativo da colmare al più presto – conclude il consigliere regionale – per scongiurare il rischio di sfruttamento incivile dei lavoratori immigrati. Aprire un tavolo sulla questione, come chiediamo alla Regione con la nostra mozione, sarebbe un primo concreto passo avanti in tal senso ma, soprattutto, un gesto di doverosa civiltà”.

 

Un commento

  1. Francesco Di Pietro

    la Direttiva 2009/52/CE prevede il rilascio di permessi di soggiorno agli sfruttati in condizione di irregolarità di soggiorno, oltre che il recupero dei contributi evasi e delle retribuzioni non pagate. purtroppo è stata stralciata dalla legge comunitaria 2010: forse è una direttiva che non piace ai leghisti !!! ad ogni modo a luglio scade il termine per recepire nel nostro ordinamento la direttiva; dopodichè, se continua l'inerzia dell'Italia, tocca verificare l'efficacia self executive della stessa e promuovere azioni a tutela dello straniero basandosi sulla direttiva (applicazione immediata).
    Ho avuto il piacere di ascoltarla due volte a Perugia (vivo lì), conosco le sue importanti battaglie. Da persona impegnata nella difesa (giudiziale e non) degli stranieri, posso affermare che tantissimi problemi (tutti quelli che lei elenca) verrebbero risolti recependo tale direttiva. Il vuoto normativa che Lei dice è solo relativo: la direttiva c'è e tocca recepirla!

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