Lo chiamano IDV2

Ma è (soprattutto) uno spostamento di posizioni politiche. Non me ne frega niente del colloquio tra B. e Di Pietro (anche perché per la proprietà transitiva persino Obama allora potrebbe essere un inciucio) anche se mi sembra una distrazione non da poco e vedo gente urlare al complotto per gli attacchi ad Antonio (ma prima lapidavano Renzi); il punto sostanziale di questi ultimi giorni (e nelle parole usate) è un partito che sa che a sinistra c’è poco spazio e che vuole giocarsi la sua partita nell’ala più centrista e moderata (credo molto meno al ventilato profumo di “destra”) della coalizione. Soprattutto con il terzo polo che decide di andare da solo. E senza dietrologie mi sento di dire che la scelta politica forse in questo momento è la ‘migliore’ per questo partito (per il partito). Ma è un cambio di rotta, non un cambio di atteggiamento. E non è questione di scelte giuste o sbagliate perché in politica si prendono le scelte che riflettono la dirigenza e se si è bravi e fortunati anche la base (più allineata). Ma riconoscersi o no nella nuova rotta è una questione di coerenza e decidere se farne parte o no. Piuttosto che perdersi nelle foto sgranate rubate ieri alla Camera.

3 Commenti

  1. lisa

    Se l"ala più centrista e moderata" significa allearsi a Casini e Rutelli, tutti i temi etici subiranno una battuta d'arresto, ossia non cambierebbe niente rispetto alle scelte del PDL. Se è questa la svolta di Di Pietro, ma spero proprio che non lo sia, mi lascia molto amareggiata.. .

  2. Vladimiro De Santis

    E' un cambio di rotta e non un cambio di atteggiamento…………ma che dici? Quale sarebbe la differenza? Riconduciamo la gente al voto e lasciamo siano Casini, Rutelli, Fini, il PD con o senza elle a focalizzarsi su quel centro che ha sempre rappresentato il male italiano.

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