Rudi risponde

E argomenta le sue motivazioni (con chiarezza) in questo suo post ponendo anche un dubbio da sciogliere con calma sulla legittimità del referendum. Dispiace che abbia letto nel mio articolo un ‘moderato‘ che non esiste (il post è qui) ma sulla frase la moderazione infatti non appartiene alle categorie partitiche della politica, secondo cui le forze in campo si distribuiscono secondo uno schema sinistra/centro/destra. La moderazione è una categoria politica più ampia, che ha più a che fare con un approccio mentale ho deciso di lasciare perdere e limitarmi al quesito referendario. Buon direttivo ai giovani. Io intanto condivido la posizione di Giovanni Sartori secondo cui “il premio di maggioranza dato a una minoranza è il vizio maggiore della legge”. Perché “questo falsa tutto il sistema politico: le leggi elettorali trasformano i voti in seggi e questa legge li trasforma male”. E vi invito a firmare qui.

2 Commenti

  1. andrea bagaglio

    Se non ci fosse stato il premio di ,maggioranza ,qualcuno( a ) , bocciato( a ) alle elezioni politiche in lombardia ,non sarebbe stata eletta consigliera in lIguria con cui non ci azzecca nulla ! E poi ci lamentiamo di come è stata eletta la Minetti !

  2. Emanuela Ferrari

    Giulio, Se non ci fosse stata la legge elettorale antesignana del Porcellum, Russo non sarebbe "mai" diventato consigliere in Toscana, nonostante o grazie alla sua moderazione, non è stata un'elezione ma una nomina di partito, e… hai fatto bene a lasciar perdere…

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