LICENZIAMENTI, CASO MAVIB. CAVALLI: “HANNO CALPESTATO LA DIGNITA’ FEMMINILE E LA COSTITUZIONE”

Milano, 30 giugno 2011 – “I licenziamenti ai danni di 13 lavoratrici della MaVib  rappresentano una pericolosa deriva sessista, che non può e non deve trovare spazio nel mondo del lavoro”. Così il consigliere regionale Giulio Cavalli commenta il caso dell’azienda MaVib di Inzago, la cui dirigenza avrebbe motivato la scelta sostenedo che così le lavoratrici potrebbero stare a casa a curare i figli.

“Le motivazioni addotte alla base dell’interruzione del rapporto lavorativo non sono disattenzioni, ma scelte consapevoli che relegano le donne al ruolo di massaie e casalinghe che, per hobby, decidono di lavorare. Questo atteggiamento – continua Cavalli – non è solo un insulto di stampo medioevale, ma anche un preoccupante segnale di discriminazione sociale”.

“La MaVib ha consapevolmente calpestato la dignità di tutte le lavoratrici e si è posta in netto contrasto con i principi della nostra Carta Costituzionale. Mi auguro – conclude il consigliere regionale – che ci sia quanto prima un ravvedimento da parte dell’azienda e che i suoi dirigenti escano dalle primitive categorie sociali ottocentesche”.

 

Un commento

  1. Andrea

    Mi scusi, ma che l'azienda abbia fatto discriminazioni sessiste lo dice solo la fiom.
    In realtà, da quanto ho letto, la ditta ha verificato la presenza di due stipendi nelle famiglie dei lavoratori da lasciare a casa e le donne licenziate erano quelle il cui marito lavorava.
    E' forse più giusto secondo lei lasciare a casa lavoratori single, senza altri introiti, o che mantengono famiglia con un solo stipendio?
    Siete capaci voi politici di fare scelte sulla base della logica e della ragione, o forse vi muovete solo seguendo l'onda emozionale del momento?
    Vogliamo parlare magari di discriminazioni sessiste che favoriscono le donne in quanto donne e discriminano gli uomini?
    E poi offende le casalinghe, ritenendole relegate ad un ruolo: quel ruolo è fondamentale per l'educazione dei figli e la vita della famiglia. Lo Stato, se tenesse alle donne invece che favorirle come delle handicappate, darebbe uno stipendio alle casalinghe, per permettere loro di svolgere quel prezioso lavoro domestico ed avere un'indipendenza economica: è quella che fa la parità dei sessi.
    Ma si vergogni!

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