Cisco sullo spettacolo L’INNOCENZA DI GIULIO

Nella sentenza di appello del processo che lo ha riguardato per “concorso esterno in associazione mafiosa” troviamo scritto che Giulio Andreotti avesse «commesso» il «reato di partecipazione all’associazione per delinquere» (Cosa Nostra), «concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980», reato però «estinto per prescrizione». Nel dispositivo della succitata sentenza si parla di ”un’autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi fino alla primavera del 1980 “.
Quando la corte di cassazione, nel 2004, s’è occupata della sentenza prima menzionata ha evidenziato come: “la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione”.
Partendo da questi dati di fatto Giulio Cavalli ha scritto uno spettacolo teatrale, assieme a Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli, dal titolo emblematico: ”L’innocenza di Giulio – Andreotti non è stato assolto”; le musiche sono state affidate a Cisco (già cantante dei MCR) che abbiamo intervistato proprio su questo.
Lo spettacolo in questione verrà riproposto durante tutto l’anno, per conoscere le date delle repliche potete consultare i siti www.teatrodellacooperativa.it, oppure www.giuliocavalli.net

Come sei stato scelto per questo spettacolo?

Ne abbiamo parlato la prima volta con Giulio Cavalli che mi ha cercato circa tre-quattro anni fa; io all’epoca non lo conoscevo, lui si presentò e mi disse d’avere in mente uno spettacolo sul “Processo Andreotti” perché stava passando l’idea che fosse stato assolto, mentre i documenti del processo dicono ben altro; mi spiegò come secondo lui anche il teatro e l’arte debbano fare la loro parte per informare e dire le cose veramente come stanno.
Giulio Cavalli mi aveva colpito subito e mi era piaciuto tantissimo, a parte il suo essere un attore che deve vivere sotto scorta per gli spettacoli che fa, un fatto tragicomico del nostro paese, una cosa assurda.
Successivamente la realizzazione dello spettacolo ha subito un rallentamento, dato che Giulio sia stato eletto come consigliere alla Regione Lombardia, è poi riuscito nell’arco di questi ultimi mesi a scrivere il copione assieme a Carlo Lucarelli e Giulio Caselli.
Io sono stato chiamato poi appena due settimane prima che andasse in scena la prima; ho ragionato sulle musiche mano a mano che mi arrivavano via mail le parti del copione.
In realtà il mio lavoro è stato semplice: a Cavalli interessava la mia figura perché raffigurava i MCR in un certo periodo, quindi sono andato a recuperare canzoni come “Quarant’anni”, “La banda del sogno interrotto” o “I cento passi” per inserirle in una forma ri-arrangiata dato che sul palco ci sia solo io a suonare.
Ho dovuto poi scrivere dei brani al volo leggendo il copione, sono nate così due canzoni vere e proprie, più un frammento; ho cercato d’alleggerire lo spettacolo, scrivendo una filastrocca basata su quanti incarichi di Stato abbia avuto Andreotti dal ’45 ad oggi intitolata “Quante volte Giulio”; l’altra canzone nuova è una ninna nanna dove si gioca sul significato del famoso bacio presunto fra Andreotti e Riina, l’ultima frase di questa “Ninna nanna italiana” recita: “ninna nanna per finire, per andarcene a dormire; come dice la TV la mafia non c’è più”.

Perché la bandiera dell’antimafia viene innalzata principalmente da ambienti di sinistra?
La sinistra sicuramente ne ha fatto una bandiera, ma non tutte le bandiere dell’antimafia erano di sinistra, vedi ad esempio Borsellino; ci sono poi persone impegnate nell’antimafia che non si possono definire di sinistra, come ad esempio Don Luigi Ciotti.
Bisogna aver presente che la mafia non sia ne di destra ne di sinistra, la cosa che più impedisce il nostro cambiamento come paese è proprio la collusione che lo Stato ha con la mafia; è sbagliato pensare che la lotta alla mafia sia una cosa di sinistra, il problema è che la maggioranza della destra italiana sia impresentabile perché ha un passato impresentabile.

Qual’è stata l’accoglienza di un pubblico, quello del teatro, che non è abitualmente il tuo?
Credo che tendenzialmente questa differenziazione che tu fai sia sempre meno vera perché io faccio sempre meno concerti “classici”; ho un pubblico sempre meno giovanilistico e più maturo, con una certa consapevolezza che viene ai miei concerti per sentire determinate cose.
Facendo il paragone con i vecchi Modena: il mio pubblico non è più quello lì, loro vengono seguiti anche da ragazzini, non sto dicendo che sia meglio o peggio; io ho un pubblico un po’ più consapevole di quello che viene a sentire.
L’ anno scorso ho fatto due tour teatrali e quindi ho suonato più in teatro che nei concerti “classici”, è anche vero però che questo sia uno spettacolo teatrale: io non sono al centro della scena, suono sei o sette canzoni e sto fermo in un angolo, mentre per un ora c’è un attore bravissimo che fa un monologo; questo fatto per me è una grande scuola: prima ero quello che catalizzava l’attenzione e che doveva anche tenere su lo spettacolo, ora invece delego questa parte per averne una da comprimario e mi fa molto bene fare parte dello show in un altro modo.

Hai collaborato su testi curati da Carlo Lucarelli e Giancarlo Caselli: ti ha più stimolato, gratificato od intimorito?
Devo dire la verità: per come sono fatto io, incoscientemente, non ci ho proprio pensato; mi arrivava il copione ed io lo leggevo come se fosse di Giulio Cavalli solamente.
Però alla prima che abbiamo fatto a Milano, quando sul palco c’era Giancarlo Caselli che leggeva alcune cose prima che io suonassi un pezzo, ho realizzato quello che stavo facendo in quel momento. Mi sono reso conto dell’ importanza delle persone con le quali stavo collaborando solo in un secondo momento.

Sono intervenuti sulla musica dandoti dei suggerimenti, oppure hai avuto completamente carta bianca?
Io non li ho mai nemmeno sentiti al riguardo, l’unica cosa che ho scoperto è che Giulio Cavalli sia diplomato in pianoforte, infatti io lo vedevo molto metodico nelle sue cose, come imparare un testo in pochi giorni a memoria, quella è una cosa dovuta anche allo studio della musica.
E’ stato, in generale, un rapporto molto rilassato e professionale dove ognuno si occupa del proprio campo, mai nessuno mi è venuto a dire “questa cosa non va bene”.

Potrà proseguire la tua collaborazione con Giulio Cavalli o Carlo Lucarelli? Magari dopo aver fatto tu la musica, potranno loro scriverti dei testi?
Carlo Lucarelli lo conosco da anni perché partecipiamo assieme all’ iniziativa “Il viaggio della memoria” che tutti gli anni porta un treno ad Auschwitz, ed a lui in particolare è una cosa che abbia già chiesto; il suo problema è che sia un uomo immensamente impegnato, e proporzionalmente stimolato e punzecchiato da molta gente per fare delle cose assieme, per certi versi questo lo rende quasi inavvicinabile.
Fra noi c’è proprio un’amicizia che fa però fatica a sfociare in una vera collaborazione artistica, anche se nell’ultimo viaggio ad Auschwitz, precisamente a Cracovia, abbiamo realizzato uno spettacolo che si chiamava “Il virus della memoria” scritto da Carlo Lucarelli dove io ho fatto esattamente la stessa cosa fatta ora con Giulio Cavalli, anche se a Cracovia ero con tutta la mia band; ho riarrangiato una decina di pezzi, più un paio di nuovi, per inserirli nello spettacolo che fondamentalmente sarebbe già pronto da far uscire, bisognerebbe solo che Lucarelli decidesse di farlo girare.

C’è qualche registrazione dello spettacolo? E’ prevista l’uscita di un dvd?
Guarda, funziona così: c’è l’agenzia del teatro che sta lavorando per far girare questo spettacolo il più possibile e che mi ha già mandato delle date che farà quest’estate, anche se non so quante potrò seguirne personalmente per via dei miei altri impegni personali.
Non escludo, ma non lo decido io, che ci possa in futuro essere una qualche forma più concreta come libro con dvd, o cd; secondo me più l
a cosa va avanti più potrebbero pensarci, io sarei d’accordissimo.

Sei uscito recentemente con un libro illustrato per bambini del quale curi i testi e il cd allegato, quando e come è nato questo progetto?

E’ uscito da un editore per bambini che si chiama Carlo Gallucci, secondo me un editore molto illuminato. Anni fa ha pensato di fare una collana prendendo una canzone, facendola illustrare da un disegnatore allegando al libro illustrato il cd con la canzone stessa.
Ho conosciuto questo editore quando, qualche anno fa, venne realizzata un’ edizione illustrata con la versione di “Bella ciao” dei MCR, l’ho poi risentito ed è nato questo nuovo libro per il quale ho appositamente modificato “Il Gigante”, una canzone che sarà nel mio prossimo cd, rendendola adatta a dei bambini.
Il libro è disegnato da Andrea Malis (in arte Andromalis), che ha illustrato la storia de “Il Gigante”: uno che è si famelico (è ispirato ai personaggi di Rabelais), ma anche in senso positivo perché oltre a mangiare e bere di tutto la sua è anche fame di sapere.

Quando un tuo prossimo lavoro in studio?
Sto fondamentalmente lavorando al mio nuovo disco che è praticamente già pronto nella scrittura e credo maturo; è un’ idea che si è chiusa intorno a tante piccole idee di canzoni, ma è prematuro parlarne perché vorrei mantenere ancora chiusi i miei segreti nel cassetto, però abbiamo già fatto i provini e la pre-produzione; sto lavorando su una decina di pezzi concreti più altri quattro che sto terminando adesso. L’uscita è prevista per l’inizio del prossimo anno, ma se si trovano gli incastri giusti con chi deve produrlo e distribuirlo si potrebbe anticipare a novembre o dicembre di quest’ anno.

http://carlosusara.blogspot.com/2011/07/intervista-esclusiva-cisco.html

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