Cavalli/Cremonesi (SEL): sul bilancio lombardo

“In tempi di crisi e ristrettezze contano, più che mai, le scelte politiche. E se la Lombardia rallenta più di altre Regioni, non è un problema determinato soltanto dalla difficile congiuntura economica, ma da una manovra ingiusta e penalizzante ai fini della crescita.
 
E’ tutta una questione di priorità. Possibile che in questo assestamento, a fronte di un dato così preoccupante come i quasi 40 mila lavoratori in mobilità o in cassa integrazione nel primo semestre dell’anno,  il centrodestra stanzi risorse aggiuntive sulle relazioni esterne e diminuisca nettamente i fondi per il patto sulla competitività e per lo sviluppo sostenibile?
 
E che dire dell’istruzione? Noi pensiamo si tratti di un settore strategico per la Lombardia e per le sue prospettive future. Pdl e Lega no. Perché addirittura azzerano il capitolo per il diritto allo studio dei Comuni e quello per la ristrutturazione delle scuole primarie. Riconfermando di contro il famoso buono scuola, oltre 50 milioni di euro a beneficio di qualche migliaio di ragazzi, tutti di istituti privati. Mentre gli altri 900 mila studenti devono fare i conti con una scuola pubblica sempre più colpita dai tagli che a settembre si ritroverà anche a fronteggiare un’ulteriore, pesante riduzione degli insegnanti di sostegno.
 
Infine la sanità. Non è credibile, né accettabile che, sui ticket, Regione Lombardia abbozzi. L’ipotesi di spalmare la tassa a seconda del valore degli esami non annulla l’iniquità del provvedimento assunto dal Governo amico. Occorre stanziare risorse. E sarebbe anche facile reperirle, per esempio attingendo ai 150 milioni per l’informatica sanitaria, quella famosa e negli anni strafinanziata carta dei servizi, finora molto carta e zero servizi. Ma Formigoni e alleati leghisti, ancora una volta, hanno scelto di gravare sui cittadini, respingendo ogni nostra proposta in merito.
 
Infine, una chicca. Nel 2010, si annunciarono 5 milioni di euro per il Fondo Nasko, molta campagna antiabortista, un po’ di pubblicità per i Centri di aiuto alla vita e un po’ di elemosina – 250 euro al mese per 18 mesi – a donne in difficoltà economica convinte così a rinunciare all’interruzione di gravidanza. Lo stanziamento concreto per il 2010 fu però soltanto di 1 milione, gli altri 4 rinviati al 2011. Nei giorni scorsi di nuovo l’assessore Boscagli dirama comunicati vantandosi di risorse per altri 5 milioni. Spulciando le tabelle di bilancio, di nuovo lo stanziamento per il 2011 risulta di 1 milione. Gli altri 4, come da copione, rinviati al 2012. Apprezziamo, naturalmente, la riduzione di un Fondo che non risolve i problemi di chi è povero e precario di fronte alla maternità e che ci sembra piuttosto l’ennesima tappa del percorso oscurantista di questa Regione in tema di libertà e autodeterminazione delle donne. Ma abbiamo anche una prova in più che questa Giunta vive di molta propaganda e poca sostanza. E il poderoso investimento in comunicazione non è un caso. Tutta una questione di scelte, appunto”.

Rispondi