Giornalisti giornalisti

Pierfranco Pellizzetti stila le categorie con chiarezza“i giornalisti/giornalisti” (quelli al servizio della notizia e del lettore), “i giornalisti impiegati” (che timbrano il cartellino quotidiano come tante mezze maniche) e infine “i politicanti sotto mentite spoglie” (referenti privilegiati di una parte o di tutte le parti politiche. Riconoscibili per le interviste a comando, tipo quel vice di Repubblica che a Massimo D’Alema ne ha fatto svariate centinaia). In mezzo c’è anche la discussione sulla presuntuosa (ora nemmeno presunta) superiorità morale del centrosinistra che vorrebbe essere intoccabile come racconta Ferruccio Sansa. Sfugge, in effetti, perché non si possa riportare l’azione ad una sinistra che contrasti la destra con progetti di Giustizia e Libertà. E che scelga “politici/politici” (al servizio del Paese e degli elettori) rispetto a “i politici/impiegati” (al servizio del presidente e servili per la prossima elezione) o i “nullafacenti sotto mentite spoglie politiche” (che non hanno professione, professionalità e valori da professare).

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