La musica che vorremmo sentire

Simeone Pozzini sul suo sito presenta un romanzo che sarebbe bello pensare come un augurio per tutti noi. Note diverse per un paese che Si ricorda della musica solo alla Prima della Scala e un paradosso dove veline e spettacolo non stanno nello stesso recinto della cultura. Perché a forza di paradossi i giullari hanno indovinato tragiche comiche che si sono avverate cinquecento anni dopo.
Il libro si intitola Tutta l’orchestra minuto per minuto, edito per i tipi di Boopen. Ed è una lettura ricostituente sotto l’afa d’agosto.

Mi chiamo Saverio Giuglia, ho trentasei anni e sono un calciatore.
Non sono ricco e non sono povero. Sono un calciatore professionista, che per vivere presta la sua passione al fine di intrattenere la gente mentre mangia. Già, la gente mangia e io la intrattengo.
Come? Con palleggi, acrobazie con il pallone, di petto, di testa, palleggi, per lo più palleggi, io ci vivo con i palleggi.
Dove mi esibisco? A ricevimenti, meeting aziendali, feste di laurea, matrimoni e altro, insomma in tutte quelle occasioni in cui c’è bisogno di intrattenere le persone.
Perché in Italia del calcio non se ne importa nessuno. Tutti pensano alla musica, e con questa storia dello scudetto per orchestre in città non si parla d’altro.
Tutta l’Italia è ostaggio della musica.
Eventi culturali fino alla nausea, rassegne teatrali, festival cinematografici tutti i mesi e ovviamente concerti di musica jazz, blues, canzone d’autore, classica, punk, hardrock, gospel, e via così… pazzesco!

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