Mafie e peccati: l’hanno capito anche a Stoccolma

Il prefetto della regione di Stoccolma, Carin Götblad, rimarcava recentemente qualcosa di simile in un articolo su DN (17/6) in cui descriveva la criminalità organizzata come un’attività a diversi livelli, con una base fortemente criminosa e piani superiori fatti di strutture semilegali di funzionari e giuristi che collaborano. In cima alla catena alimentare stanno quelli che non hanno nessun contatto con la criminalità: quelli che semplicemente comandano e fanno soldi. La sua conclusione era pressappoco la stessa di Forgione: perché la società possa riuscire a sconfiggere la criminalità globale, devono partecipare tutti, a tutti i livelli. Non ci si può lasciar corrompere né far regalare droga (o ragazze). L’articolo di Lars Linder qui.

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