L’Avvenire: Regione, Consiglio autoconvocato

L’assemblea lombarda ancora ferma. Cavalli e Cremonesi: «Troppi 50 giorni di vacanza, mentre a Roma si tagliano i fondi

DI DAVIDE RE

La prossima seduta del Consiglio regionale? Il giorno buono potrebbe essere martedì 20. Intanto non vi è traccia significativa di attività al parlamentino lombardo.

Qualche intervento politico “qua e là”, ma i lavori dell’aula e delle commissioni non hanno ancora “ingranato” la marcia giusta. L’empasse del parlamentino lombardo non piace proprio a tutti.

«Non è davvero più accettabile da parte nostra che, dopo oltre 50 giorni di ferie, mentre si arriva alla quarta versione della manovra finanziaria, il Consiglio regionale continui a non riunirsi, delegando il dibattito politico alle esternazioni di Formigoni e Boni sulle agenzie di stampa», dicono i consiglieri regionali di Sinistra, ecologia e libertà Giulio Cavalli e Chiara Cremonesi.

«Per rispetto nei confronti dell’istituzione che rappresentiamo e per dovere verso il nostro ruolo e verso i cittadini che ci hanno eletti, pensiamo non sia più tempo di aspettare una calendarizzazione ufficiale dei lavori che ancora non arriva – dicono ancora due –. Non possono impedirci di fare il nostro lavoro. E allora ci autoconvochiamo per martedì 13, in una seduta forzatamente sopra le righe, ma necessaria e improrogabile». Cavalli e Cremonesi insistono: «Invitiamo tutti i consiglieri, di opposizione e pure di maggioranza, a prendervi parte per valutare gli impatti di una manovra che inciderà pesantemente sulla vita materiale anche dei cittadini lombardi, per approfondire gli scenari futuri, per delineare controproposte efficaci.

E invitiamo anche i rappresentanti degli enti locali, le associazioni di categoria e tutti coloro che siano interessati alla discussione e vogliano portare il proprio contributo. Noi ci saremo. Con una certezza. Non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarci all’inerzia imposta da vertici che imbavagliano l’Aula per avere campo libero di costruirsi all’esterno un’immagine di lotta e di governo».

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