Il sogno realizzato: dieci anni di Bottega con il teatro nel cuore

Un compleanno importante e una festa semplice per abbracciare chi c’era, chi c’è oggi e chi sarà per i prossimi dieci anni. Fine settimana a cavallo tra la magia del teatro e la reale gratitudine, a Tavazzano, per il decennale della Bottega dei Mestieri teatrali. «Una festa popolare – ha annunciato il direttore artistico Giulio Cavalli, anche autore, scrittore e consigliere regionale della Lombardia – non per celebrare quelli che per noi sono dieci anni di amicizia e di lavoro. Solo per stare insieme e raccontarvi una storia». Quella iniziata a Lodi dieci anni fa prima dalla compagnia Teste di Legno, poi cresciuta sullo sfondo dell’amicizia tra lo stesso Cavalli e Marco Mozzato, anche primo regista della compagnia con lo spettacolo Parole d’acqua dolce, debutto del 2001 nella cornice della Piarda Ferrari. E in cui sono passati, negli anni, «più di cento persone che a vario titolo hanno lavorato con noi – ha ricordato ancora Cavalli accompagnato sul palco da Paola Vicari, amministratore di compagnia e Stefano Maj, memoria storica che con la Bottega ha fatto tutto, dall’attore, al dogsitter, per poi diventarne il responsabile tecnico (nella foto in basso, ndr) – : un percorso nato da un sogno che ci hanno più volte detto che era impossibile da realizzare. E non per tarparci le ali, ma solo perché fondare una compagnia professionale di teatro a Lodi sembra davvero impraticabile». Invece,i fondatori della Bottega ci avevano visto lungo. E da una sala prova in via Gorini sono arrivati a calcare il palco del Piccolo Teatro di Milano e a girare l’Italia in lungo e in largo con i loro spettacoli, che dalla commedia dell’arte sono arrivati all’impegno civile sempre portato in scena con l’animo dei giullari. E proprio quella commedia dell’arte degli esordi (portata in oltre 40 Comuni del Lodigiano con il Carro Poetico) è tornata sul palco del Nebiolo di Tavazzano (residenza teatrale della Bottega dal 2007) in una versione sospesa tra la poesia e il re-incontro dei compagni di viaggio e in cui hanno recitato lo stesso Cavalli in un Arlecchino di altri tempi, Marco Mozzato (Zanni), Stefano Maj nel suo ruolo di disturbatore atipico dal nome curioso (Scoreza), Cinzia Bregonzi (la Colombina di quella tournèe), Francesco Lanza (coautore di Do ut des) e Luciano Pagetti, «che siamo onorati di avere sempre al nostro fianco». Tra un brindisi e l’altro, sabato pomeriggio, la “scuola” per giullari di Progetto Nur (compagnia di Castellone nel circuito Alice nella città) che con Nicola Cazzalini, Umberto Bellodi, Alessandro Caproni e Sara Passerini ha portato a Tavazzano giocoleria e arte del sorriso. Ieri spazio ancora all’animazione di strada con la Ditta Gioco Fiaba che nel parco Collodi di via I Maggio ha portato il suo Il bibliotecario e il mostro dei libri che ha trascinato i bambini di Tavazzano in una festa a confini tra realtà e fantasia, chiusa con una lauta merenda. Dalle 18 in poi, invece, è stata la suggestione delle note della Contrabbanda a far risuonare il cielo sopra il Nebiolo. Dove, neanche a dirlo, c’era un altro ex “bottegaio”: il fisarmonicista Guido Baldoni, che accompagnò Cavalli nella prima tournèe di Kabum, come un paio di impossibilità, che poi lasciò il posto all’ottimo Davide Savarè. Tre giorni di festa che, per Cavalli, sono anche un modo di «prenderci la briga di ringraziare chi nel tempo abbiamo perso per strada», «chiedere scusa per le lunghe assenze dell’ultimo anno» e rilanciare «un nuovo patto per stare insieme, qui, in questo teatro in cui abbiamo iniziato a fare qualcosa di importante».

Rossella Mungiello

DA IL CITTADINO

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