Formigoni e Cota: l’operoso nord (falso)

La questione giuridica delle false liste di Cota e Formigoni è ben più che aperta. E potrebbe tradursi in un bel problema per i governatori di Lombardia e Piemonte. La sentenza con la quale il Consiglio di Stato, ribaltando quanto deciso dal Tar della Lombardia, ha accolto il ricorso elettorale dei radicali contro la proclamazione dei risultati delle regionali lombarde dell’anno scorso costituisce un brutto colpo per Roberto Formigoni. Non che il presidente della Lombardia (beffardamente definito Firmigoni dai radicali, per le fi rme irregolari con le quali sarebbe stata presentata la sua lista «Per la Lombardia») abbia da temere, nell’immediato, di dover ripetere le elezioni. (E in Consiglio non sono solo nel centrodestra a pregare a mani giunte di non ripresentarsi ai cittadini).

2 Commenti

  1. franco ciarcia

    le firme false sono una vergogna insopportabile, una presa in giro dei cittadini e del sistema democratico. occorre andare fino in fondo, far venire fuori la verità a andare a nuove elezioni, informando i cittadini sulla truffa e sulla necessità di moralizzare la politica.

    1. paolo alazraki

      perfettamente d'accordo; partendo sempre della presunzione di innocenza, se fosse vero, sarebbe un atto gravissimo:ma come,il potentissimo Governtore non è neanche in grado di avere delle firme "vere" ? roba da matti
      p.s il nuovo quartre Garbaldi sempre un cimitero: quanti soldo spesi per niente!! e come dice Toto' " e io pago"!
      Infine caro Governatore,( brav o perlatro inper altre cose realizzate per la Lombardia) vuoi dare una occhiata allo scandalo dei treni Milano Domodossola che partono da venti anni dall'infelice bianrio 1 ( binario freddissimo di inverno e terrrbilmente caldo per le vetrate vicinissime al binario ,di inverno) con carrozze luride, spesso senza luce, o riscaldamento, con porte c he non si aporno, e cn gradin i altissimi per salire e scendere da questi vagoni oblsoleti?? mandaci qualche volta i tuoi direttori pedr verifcicare quanto io e migliaia di altri poveri pendolari sopportano.

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