Buon vento sui vitalizi (con qualche furberia)

Il processo legislativo è iniziato (in Commissione a buon ritmo), le prese di posizione pubbliche non mancano e l’insostenibile diseguaglianza con i cittadini (che qualsiasi assemblea dovrebbe rappresentare) è, finalmente, insostenibile. Questa dovrebbe essere la volta buona: uno dei più fastidiosi privilegi politici (in tempi di riforma delle pensioni, tra l’altro) sta per essere abolito. Ma non può trasformarsi in un alibi che copra il resto. Perché (e, perdonatemi, ma da antipatico metto i puntini sulle i) noi chiediamo che l’abolizione valga anche per questa legislatura e le passate (e solo noi, non ci segue nemmeno la minoranza) e ci rispondono che non si possono toccare i diritti acquisiti (come se pensioni e assistenza ai cittadini invece siano diritti elemosinati) e perché la riforma deve toccare i più diversi aspetti del mandato politico; c’è da interrogarsi sulla sospensione della propria professione (è tra le nostre proposte), i costi di uffici di presidenza e auto blu e la fondamentale questione delle indennità.
Per questo guardo con molta simpatia tutte le iniziative del caso (come l’appello di Pippo #bastavitalizi) ma non posso non ricordare la timidezza sulla mozione che tutti (PD di Pippo incluso) hanno emendato perché diventasse un vago impegno (qui il video della discussione) e non posso non sottolineare la rinuncia che già oggi è possibile firmare (se serve un modello, citofonare Cavalli) per rinunciare.
Perché ne parlerei un po’ meno e semplicemente farei in fretta la legge. Sarebbe più elegante per tutti. E tra l’altro sarebbe rispettoso per il progetto di legge di iniziativa popolare zeroprivilegi del Movimento 5 Stelle che, depositato in Regione Lombardia, chiedeva tutto questo prima che scattasse la moda dell’umiltà ed è finito in un cassetto con l’orticaria.
Torniamo dai cittadini con la legge in mano senza patetici trionfalismi e pensiamo alla nostra coerenza. Farà bene a tutti. Anche al centrosinistra che di credibilità (guadagnata sul campo) ne ha bisogno, qui in Lombardia.

12 Commenti

  1. Giulio, dici che ZeroPrivilegi "è finito in un cassetto con l’orticaria". Mi spiace leggere questo in quanto faccio parte del comitato promotore proprio di ZeroPrivilegi (per chi non lo sa, è un Progetto di Legge di iniziativa popolare che propone in pochi articoli come ridurre del 54% le spese della Regione per i consiglieri, http://www.zeroprivilegi.org). Abbiamo saputo della costituzione di un comitato ristretto composto da 10 consiglieri (per SEL è presente Chiara Cremonesi) per esaminare i vari PDL tra cui il PDL 122 cioè ZeroPrivilegi. Ne parleranno nella prossima riunione del 10 novembre. Leggo invece questo tuo discorso del "cassetto con l'orticaria" e non capisco più. E' stato deciso qualcosa in qualche segreta stanza che non sappiamo ? Illuminaci per favore. Trasparentemente. Grazie, Luis Alberto

    1. Giulio Cavalli

      Nessuna stanza segreta. Ti dico cosa succederà (sono anch’io in quel comitato insieme a Chiara) secondo me. Vi diranno che il progetto è molto interessante, bravi e tutto il resto, e che comunque proprio su quel punto il Consiglio ha preso l’impegno di legiferare. Vi diranno che ne prenderanno spunto e che comunque il taglio dei costi è all’ordine del giorno delle prossime sedute. Tutto questo impegnandosi bene nominare il meno possibile i promotori del progetto (hai sentito qualche consigliere avere l’onestà intellettuale di citare zeroprivilegi?) e alla fine chiuderanno con una riduzione (faccio il veggente? Del 10%) le indennità, si riuscirà (questo sono quasi convinto) a togliere vitalizio e rivedere indennità di fine mandato e taglieranno le spese ai gruppi consiliari. Che è il modo migliore per mettere in difficoltà la minoranza e l’attività di controllo delle decisioni della Giunta. Perché spero sinceramente che un giorno tutti si possa fare una riflessione su quelli che sono gli intollerabili privilegi della politica e quelli che sono i costi della democrazia. E spero che un giorno qualcuno possa anche cominciare a capire che dei costi della Giunta nessuno ne sta parlando. E la Giunta è Formigoni. Per qualsiasi cosa sono qui. Buona giornata.

      1. luciano chiodo

        Giustissimo non confondere i privilegi con i costi della democrazia (che sono una garanzia democratica che la politica non sia una prerogativa solo per i ricchi), ma, scusa se insisto, proprio xchè su questo argomento esistono evidenti resistenze e rischi di cadere nel "sono tutti uguali", xchè non vi distinguete con l'accantonamento di parte dei vostri privilegi all'interno di un Fondo di Solidarietà?, che tipo di problemi ci sarebbero ad attuarlo, tecnici?, procedurali?

        1. Giulio Cavalli

          Ciao Luciano, scusami ma non avevo visto i tuoi commenti qui sotto. Ne ho parlato a lungo proprio con alcuni ragazzi del Movimento5Stelle qualche settimana fa giù a Roma. I consiglieri regionali tengono da parte un consistente parte della propria indennità per progetti politici, iniziative e attività di informazione del Movimento e per il territorio. Bene, se qualcuno crede (e io lo credo) che si possa costruire la credibilità dei partiti nella loro genuinità politica che differenza c’è? Perché, forse si sa poco, da noi gli eletti danno qualcosa come il 50% (questo anche per chi dice che ci avrei guadagnato, ad andarmene da IDV). E lo danno perché ci credono. E perché credono nelle iniziative e nelle battaglie che il partito porta avanti (taglio delle spese militari, campagna informativa per il referendum sella legge letterale, convegni e incontri, pubblicazioni e altro e SEL non ha finanziamenti pubblici non essendo in Parlamento). Detto questo trovo che il finanziamento ai partiti sia oggi uno dei punti oscuri della democrazia. E trovo che sia scandaloso che un partito in Italia abbia una rendicontazione finanziaria simile a quella di un circolino di pensionati.

          1. luciano chiodo

            Caro Giulio, ti premetto che non mi spiacerebbe parlarne di persona, magari in quel di Trezzano s.N. con Antonio, xchè l'argomento è serio e complesso. Però permettimi una considerazione, anzi due:
            La prima, è certamente lodevole che versiate il 50% all'Organizzazione, che servono molto x l'attività tra la gente (x inciso, alle ultime elezioni amministrative a Trezzano, io sono stato l'unico candidato sindaco, x SEL, a non aver avuto la possibilità di fare un manifesto con la foto), ma comunque parliamo di cifre molto alte, se il compenso è 14.000 euro al mese, il 50% che vi resta è 7.000, considerando che oggi un lavoratore molto professionalizzato arriva a malapena a 2.500, 3000, o i dirigenti a 4-5.000 (senza parlare del 1.000 euro al mese di un n ormale lavoratore).
            La seconda, preferirei che le stesse cifre, anzichè arrivare da parte del compenso (privilegio) individuale dell'eletto, arrivi, con più trasparenza, sotto la voce "sostegno alla politica".
            Ciao
            Luciano

          2. Giulio Cavalli

            Luciano, va bene il #bastacasta ma il mio compenso non arriva ai 9000 (totali senza il contributo al partito) e sarà ridotto il prossimo mese del 10%. E con quelli pago un collaboratore. Giusto per chiarezza. Comunque ne parliamo di persona volentieri.

          3. luciano chiodo

            ti ringrazio della risposta e confermo che sarei felicissimo di incontrarci e parlarme, magari bevendo qualcosa. Quello che mi fa arrabbiare, è che nessuno ormai può negare che il problema dei costi della politica esiste, spesso se ne discute male, è difficilissimo avere dati e informazioni certe, ma da parte di SEL non si dice nulla, il problema viene quasi rimosso. Quantomeno il Gruppo Consigliare regionale di SEL una proposta l'ha fatta, ma a livello nazionale non vedo nulla, in che ambiti dell'Organizzazione si può discutere sulla congruità degli stipendi, su quanto possono essere ridotti, su quali doobvrebbero essere le forme più corrette e trasparenti per finanziare la politica. Io a luglio avevo inviato una lettera al nazionale proponendo di elaborare una proposta seria su tutta la materia, ad oggi non ne so nulla.

  2. luciano chiodo

    dimenticavo, l'accantonamento potrebbe essere versato su un Fondo di Solidarietà da utilizzare per sostenere il reddito di lavoratori delle fabbriche in crisi, per la Maflow di Trezzano sul Naviglio, ad esempio, a febbraio scade la cassa integrazione e i lavoratori saranno senza reddito, questo è solo un esempio.

  3. luciano chiodo

    caro Giulio, io apprezzo la tua battaglia contro i privilegi e mi sono già espresso in altre occasioni, però ti chiederei una risposta a questa considerazione: xchè non dare un segnale di coerenza, coraggio e concretezza, iniziando ad accantonare parte del compenso di consigliere regionale nella misura della proposta avanzata dal gruppo consigliare di sel, mi sembra a settembre? Capisco che ci sarebbero conseguenze anche sul finanziamento dell'organizzazione, ma sarebbero certamente maggiori i benefici in termini di credibilità e consenso.

  4. liliana

    Grazie per questa visione di "decenza sociale", di "speranza etica", di "prova di educazione civile". Un piccolo passo per il Consiglio Regionale, un grande passo per l'Italia intera.
    E poi potremo "marciare" su Roma e costringere il Parlamento allo stesso "stile".
    Buon lavoro.

    1. Giulio Cavalli

      Credo nessuno. Anche se ad essere onesti so che qualcuno attende le prossime settimane per vedere come ne uscirà la legge e, nel caso in cui sia poca roba, provvederà da solo.

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