A teatro la storia di Andreotti

Stasera alla Vetreria di Pirri e domani a San Sperate Giulio Cavalli sulle note di Cisco Bellotti

L’innocenza di Giulio: Andreotti non è stato assolto” racconta una storia molto italiana e contemporanea sulla mutazione culturale che trasforma un politico da tessitore di fili di cosa nostra in interlocutore e destinatario di messaggi in stile mafioso», spiega Giulio Cavalli. Protagonista sulle note di Cisco Bellotti stasera dalle 21 a La Vetreria di Pirri a Cagliari e domani alle 19 nello Spazio de La Maschera a SanSperate della pièce (a 6 mani) ispirata a un processo. Clamoroso, perché ha visto come imputato una personalità di spicco della prima e seconda repubblica, ma del cui esito «si sa troppo, o troppo poco». Nasce così l’idea dello spettacolo, incastonato ne la Sardegna dei Teatri che s’incrocia alla stagione delCada Die. «In una chiacchierata con Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli sulla puntata di Blu notte dedicata a mafia e politica, da Salvo Lima a Dell’Utri, riflettevamo su come spesso si dia per scontata l’evidenza dei fatti, dimenticando l’effetto delle mezze verità propagandate ad arte sulla gente». Mass media e (dis)informazione: «Ciò che più stupisce della vicenda Andreotti è come il meccanismo della collusione sembra non sia stato svelato nel comune sentire; la tesi del “martirio giudiziario” viene riproposta con le stesse dinamiche nelle conversazioni private, in ufficio e al bar. Lasciar parlare i fatti, raccontare l’esito del processo credo possa essere l’antidoto necessario per recuperare il senso democratico nel Paese». “L’innocenza di Giulio” è quindi un viaggio nella memoria, per rileggere scelte e orientamenti della politica italiana alla luce dei rapporti con la criminalità organizzata, tra omicidi e stragi: «Saper leggere segnali illeggibili all’esterno – vedi omici- di Lima e Mattarella – è chiaro indizio di appartenenza alla cultura mafiosa» sottolinea Cavalli – che domani alle 17, nella sede di Sel (in via Puccini) con Massi- mo Zedda parlerà di “Teatro e impegno politico”. Attore sotto scorta (minacciato dalla mafia per i suoi spettacoli) scrittore e consigliere in Lombardia, Giulio Cavalli sostiene l’urgenza di «un’alfabetizzazione all’etica e alla legalità.E il teatro deve ridiventare agorà».

Anna Brotzu

da Sardegna24

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