10 domande a Formigoni per il prossimo Consiglio

RIFIUTOPOLI: DIECI DOMANDE, FORMIGONI RISPONDA. E POI SI DIMETTA

“Caro Presidente Formigoni,

appreso che lunedì sarà presente in Aula per riferire sulle circostanze che hanno portato all’arresto del vicepresidente del Consiglio Nicoli Cristiani e considerato che di norma i suoi interventi su qualsiasi tema si riducono a relazioni conclusive senza alcuna possibilità di confronto, abbiamo preparato in anticipo dieci domande per facilitarle il compito di chiarire ogni aspetto politico della vicenda. Le lasciamo tutto il tempo per ponderarle. Aspettandoci, naturalmente, risposte esaustive. 

  1. Lei ha dichiarato a più riprese che la sua Giunta e la sua persona siano del tutto estranee alla questione. Oltre all’arresto di un dirigente di un’agenzia del sistema regionale, oltre all’arresto del vicepresidente Pdl del Consiglio che è stato due volte assessore in sue Giunte e che si dichiara tuttora in stretto contatto con lei, oltre a un iter procedurale come la Via che è di stretta competenza della Giunta, può spiegarci cosa serve ancora affinché vi sentiate chiamati in causa?
  1. Lei ha sostenuto che l’iter della Via alla discarica per amianto di Cappella Cantone sia stato impeccabile. Ma da garantista qual è, non dovrebbe spingersi a ipotizzare una regolarità che allo stato attuale è tutta da dimostrare. Dobbiamo altrimenti credere che l’eventuale tangente sulla quale ruota l’impianto accusatorio sia stata pagata per un’autorizzazione che sarebbe arrivata con gli stessi tempi anche gratis?
  1. Sempre in nome del suo garantismo, non ritiene opportuno annullare immediatamente l’iter autorizzativo a Cavenord per il nuovo impianto in attesa dello sviluppo delle indagini e del giudizio?
  1. Lei ha affermato di “aver detto sì” a Nicoli Cristiani per l’incontro tra il sottosegretario Paolo Alli e “un imprenditore che voleva partecipare ad Expo”. Indipendentemente dal fatto che tale imprenditore sia identificabile nell’arrestato Pierluca Locatelli, perché ha avallato questo incontro? Dobbiamo dedurre che per la partecipazione a Expo esista una via differente dall’appalto pubblico, che passa da incontri tra le imprese e la Giunta al fine di ottenere un placet politico?
  1. Noi lo pensiamo doveroso: lei non ritiene opportuno che Arpa e Regione Lombardia si costituiscano parte civile nel processo?
  1. Passiamo al “presunto confluire sulla Brebemi di materiale difforme”. Lei ha dichiarato che “la Regione non ha responsabilità precise” sui cantieri dell’infrastruttura. Ci sta forse dicendo che, allo stesso modo, non ci saranno responsabilità sue e della Giunta regionale sui canteri di Expo, pronti a diventare boccone succulento per la criminalità organizzata?
  1. Regione Lombardia sta discutendo in Commissione di rifiuti speciali, amianto e cave. Con quale credibilità ci si appresta a legiferare su questi temi?
  1. L’arresto di Nicoli Cristiani arriva a pochissimi giorni da un’altra inquietante vicenda che ha lambito Regione Lombardia con il fermo di Pierangelo Daccò, intermediario tra l’ospedale San Raffaele e il Pirellone. Nonché suo personale amico di lunga data. Come pensa di arginare il millantato credito presso di lei di personaggi di dubbia moralità che le sono vicini?
  1. Alla luce di quanto sta accadendo, ha cambiato idea rispetto alla sua dichiarata contrarietà sulla commissione di inchiesta per il San Raffaele, il cui iter è stato avviato dalle forze di opposizione in Consiglio?
  1. In conclusione, un elenco e la domanda delle domande. Chiriaco, Pezzano, Pilello, figure di nomina regionale. Ciocca, Giammario, Minetti, Puricelli, Rinaldin, consiglieri regionali. Ponzoni, segretario dell’Ufficio di Presidenza. Belotti, Rizzi, assessori regionali. Daccò, oltre che suo amico, suocero dell’assessore Buscemi. E infine, Nicoli Cristiani, ex assessore regionale e vicepresidente del Consiglio. Sono i nomi di tutti gli indagati o in qualche modo coinvolti nei molteplici filoni di inchiesta in corso, che spaziano dai rapporti con la ‘ndrangheta alla corruzione e alla malasanità, dai festini a luci rosse al dossieraggio. Senza  aprire i capitoli delle passate legislature, da Bombarda a Prosperini, da Pagnoncelli alla moglie di Abelli. Dal punto di vista giudiziario vale, laddove gli iter siano ancora in corso, la presunzione di innocenza. Ma dal punto di vista della politica, è evidente a tutti come lei e la sua maggioranza abbiate un problema enorme. Non crede, a questo punto, che sarebbe meglio restituire la parola agli elettori e dedicarsi con tutta calma alle primarie del suo partito?

Restiamo in attesa di risposte convincenti. E soprattutto delle sue dimissioni”.  

Milano, 2 dicembre 2011

12 Commenti

  1. flagsofiwojima

    domanda numero 11)le firme false per il listino? Ne parliamo? Perchè se sono false per davvero allora Lei non ha diritto di governare ed è un tiranno indi per cui noi abbiamo il diritto di ribellarci. Inoltre se Lei non riesce a controllare i suoi diretti dipendenti come lo sono i suoi assessori allora deve essere incapace di governare oppure beh fate voi. Il risultato di entrambi i casi sono le Sue dimissioni.
    Consiglio a Lei di non tirare troppo la corda, Milano ha già cacciato più volte i tiranni della città, della regione e della nazione, se lo ricordi. E comunque CL uguale Mafia sempre e comunque.

  2. andrea marri

    Bravo, continua cosi' per liberare la Lombardia dal berlusconismo cattolico mafioso che la stangola. sono unromano di Parigi che ama la Lombardia e apprezza molto quello che frai
    andrea marri Parigi

  3. Carlo Ruggeri

    No dico, ma la questione delle firme false per il listino elettorale, acclarata e definitivamente accertata da un tribunale?
    Non mi pare cosa da poco, visto che conosciamo tutti benissimo il sistema di potere clero-cl-formigoni, questa sta alla base di tutto e tutto risolve alla radice. Formigoni occupa absivamente il consiglio regionale della lombardia. Non capisco perché non parlarne. Bha.

    1. Giulio Cavalli

      Ma scusami Carlo, ma perché non fare una veloce ricerca? Ti accorgeresti che io sono tra quelli che hanno pagato un ricorso contro Formigoni e sollevato la questione firme in aula. Perché non fare un piccolo sforzo per saperlo? Bah.

  4. lilieli

    Il popolo di Milano, nel lontano 1848 fu protagonista di una delle più belle pagine del risorgimento italiano. Il popolo; e non le istituzioni comunali, insorse contro le angherie ed i soprusi degli austriaci. Le istituzioni di allora, ad eccezione di pochi, giocavano a non rischiare il "posto" ed a mettersi a capo del movimento se avesse avuto ragione del nemico. Vedete voi con che Che razza di istituzioni si aveva a che fare.
    Ma ora che non c'è l'austriaco da cacciare e da cui diferdersi, cosa aspetta il popolo ad insorgere e sbertucciare fin sotto casa simili rappresentanti delle istituzioni?

  5. riccardo

    …. veramente pensate che prenderà anche solo in considerazione di dimettersi? sono sicuro che non siete cosi ingenui.formigoni conosce benissimo la mentalità da Guelfi e Ghibellini degli italiani.se anche lo beccassero violentare un bambino avrebbe pronta una scusa… e buona parte dei suoi gli crederebbe.berlusconi insegna.in un paese dove non si vota PER qualcuno ma CONTRO qualcuno soffiare sul fuoco degli schieramenti paga. Sempre!

    1. lorenzo

      Tirandola, alla lunga la corda si spezza.
      Spero e mi auguro che il….presidente (con la P minuscola !!! ) possegga un barlume d'amor proprio e …..
      FINALMENTE SI DIMETTA!!!!!

    2. Laura G

      Mi sembra ovvio che chi ha scritto quest lettra sappia benissimo quale sarà la reazione del destinatario. Ma se vogliamo che questa Italia diventi un paese civile ogni persona deve dimostrasi al'altezza del proprio ruolo, e quello di persone come Cavalli è di denunciare e mettere davanti i responsabili alle loro azioni. Rinunciarvi perchè … tanto non cambia nulla ci ha portato proprio dove siamo arrivati.

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