Il centrosinistra inadeguato che ama Monti

Prendi Monti e taci di Alessandro Gilioli

Onestamente, non credo che i vertici del centrosinistra abbiano poi tutti questi titoli per storcere il naso di fronte alla manovrona di Monti.

Voglio dire, ce l’avrebbero (eccome) se almeno a partire dallo scorso agosto – quando la pentola è esplosa – ci avessero proposto limpidamente una ricetta economica fortemente alternativa non solo ai pasticci ubriachi con cui B. e la sua banda Bassotti hanno incasinato tutto fino a soccomberne, ma anche agli ukaze ultrà del neocapitalismo mondiale.

Se ci avessero detto ad esempio con quali strumenti provare ad azzannare alle caviglie gli speculatori, a ingabbiare gli evasori e a far piangere i grandi privilegiati – ma magari anche quale modello complessivo di società proporre ai cittadini dopo il fallimento a livello globale del greedy capitalism e a livello locale di quel mix di promesse per tutti e cricca per pochi in cui si è risolto il berlusconismo

Invece, niente: un po’ per paura di scontentare qualcuno, un po’ per timore di polemiche interne, ma soprattutto perché dal tempo delle ideologie assolute si è rapidamente passati alla pura gestione del presente, senza incrociare il rischio di migliorare un po’ il mondo.

Quindi, beccarsi Monti e tacere.

Almeno finché non si riesce a esprimere una proposta chiara di futuro (e pure di programma, di coalizione, di leader).

Insomma, almeno finchė non si diventa capaci di fare il proprio mestiere.

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