Lo scrittore secondo Woody

Uno scrittore deve essere sincero con se stesso.
Non importa tanto di che cosa scriva. Importa che la storia sia bella. Ed è bella se viene dalla vita vera e se i personaggi «mostrano coraggio e grazia nelle avversità».
Il problema è che nella vita reale siamo confusi. Siamo incerti su che cosa pensare di noi stessi se siamo sinceri davvero. Ci sono troppe possibilità interpretative. Perché la storia non è data, la stiamo costruendo. E possiamo sperare che non sia come sembra essere. Possiamo progettare di cambiarla. Possiamo sentirci vittima di ciò che non ci consente di cambiarla. Possiamo aspettare con fiducia che cambi. Essere sinceri con se stessi nella vita reale non è facile perché ci sono troppe possibili storie che si dipanano dal presente. Eppure uno scrittore sa come fare…
Lo scrittore sceglie una “verità” e la interpreta fino in fondo. Con coraggio e con grazia nelle avversità. Lo scrittore è un personaggio della sua storia. È capace di sincerità perché è capace di scegliere una tra le possibili vite che ha di fronte, trasformandola in una storia che, al contrario della vita reale, ha un capo e una coda. Così la vede Luca De Biase.

Un commento

  1. guybrush threepwood

    A ogni domanda che la letteratura si pone nelle sue righe corrisponde una precisa risposta scritta su un libro di psicanalisi. Secondo me Woody ci dice questo da quarant'anni.

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