Buon compleanno Peppino

Buon compleanno Peppino Impastato. Qui le autostrade le fanno ancora a merda e curve e vogliono aggiungere una nuova pista all’aeroporto.

Chissà cosa penseresti del ponte di Messina o delle migliaia di inutili autostrade che tagliano tutta l’Italia come se fosse una Cinisi qualunque da addentare finché la carne è ancora fresca. Chissà come rideresti a vedere Malpensa onnivora che chiede cemento e nuove piste mentre è vuota come un tempio di riti pagani in un giorno feriale.

Chissà se avresti mai pensato che le finestre chiuse non sono più solo un male della tua strada ma, come una varicella qualsiasi, hanno infettato le città più a nord. Finestre chiuse di quelli “che non vogliono sapere”, di quelli “che non vogliono guai” e, troppo spesso, dei palazzi di Governo, di sindaci, prefetti e alti graduati. Chissà come ti saresti incazzato nel vedere i politici a braccetto, con il cappotto buono, di personaggi che tutti sanno essere padroni di pezzi nostri, rubati alla chetichella mentre si cerca di non avere troppa fame.

Chissà cosa penseresti di questa sinistra che assomiglia troppo spesso al partito delle mediazioni volendo insistere a smussare piuttosto che appuntirsi. Chissà se avresti mai pensato che la poesia e la politica sono diventate avversarie su campi opposti di bellezza recintata contro una palude che non vuole dare spiegazioni.

Però avresti qualche sorriso. Sicuro. A guardare i tanti e giovani che in piazza continuano a starci per davvero a Palermo, Reggio Calabria, Milano, Brescia e in giro per il Paese: un esercito di scassaminchia che crede davvero all’obbligo morale di costruire bellezza contro le mafie e che sta nei volantini, nelle manifestazioni, nei comitati.

Buon compleanno Peppino. Tutto é così terribilmente uguale che sei lo stesso Peppino di 34 anni fa.

Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

(Peppino Impastato)

PUBBLICATO SU IL FATTO QUOTIDIANO

Un commento

  1. pascline

    Il registrare non solo una diminuzione del fenomeno mafioso, ma addirittura un allargamento anche al nord, allarma non poco. Vedere una sinistra accomodante che ormai da diversi anni poco rappresenta e tutela i legittimi diritti del popolino, scoraggia.
    Ricordiamo la sublime opera di Peppino, il suo sacrificio, il suo sangue, che non sia stato versato inutilmente. Esigiamo una società onesta e giusta. Come Peppino, a cominciare da ognuno di noi, siamo onesti e giusti. Grazie, Giulio.

Rispondi