La grande bugia della TEM

“Già il particolare momento di crisi imporrebbe priorità diverse, come la realizzazione di infrastrutture sociali piuttosto che cementizie. Ma nel caso della Tem c’è un’aggravante. Perché il progetto si trascina smentendo gli accordi sottoscritti e va così configurandosi come l’ennesima grande opera che non tiene in alcun conto la volontà dei cittadini e persino degli amministratori locali.

Mi pare poi un atteggiamento davvero irresponsabile, direi al limite della collusione, non avere in questo momento, dopo quanto accaduto con la BreBeMi, l’onestà intellettuale di mettere in discussione un iter i cui beneficiari rischiano di essere ancora una volta gli autori di attività illecite.

E’ paradossale la corsa alla posa delle prime pietre, tanto più se commisurata alla flemma nell’applicare leggi e regolamenti che impediscano scempi ambientali.

Per quanto ci riguarda, esprimiamo quindi il nostro totale sostegno ai comitati e ai cittadini nella loro battaglia contro la nuova autostrada. Li invitiamo a non permettere che qualche politicante sminuisca il loro impegno additandoli banalmente come ‘no-Tem’, senza saper leggere l’idea differente della gestione del territorio e del consumo di suolo che sta dietro quella sintetica sigla. E, per contro, invitiamo gli amministratori a prendere posizione, senza pavidi giochi di sponda e senza indulgere al miraggio di qualche inaugurazione e taglio di nastro – che peraltro non fanno troppo bene alle carriere politiche nel nostro Paese.

In Regione abbiamo già ampiamente chiarito la nostra opinione. Non può esistere Tem senza il rispetto integrale degli accordi sulle compensazioni ambientali”.

Milano, 19 gennaio 2012

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