Smettete di offendere Fede

Quindi smettiamo di considerarlo un giornalista, scrive bene Leonardo Tondelli: smettete di offendere Fede. Smettete di considerarlo un burattino, un pagliaccio, uno che faceva il fazioso però lo faceva in modo spudorato quindi ok. Fede è stato davvero un grande professionista, salvo che la sua professione non era più il giornalismo, perlomeno dal ’94 in poi. E la sua grandezza non sta certo nell’averci mostrato gli infrarossi dei bombardamenti con qualche minuto di anticipo. Poche persone possono dire di aver davvero cambiato la Storia d’Italia degli ultimi vent’anni con il loro lavoro quotidiano, e tra questi c’è Emilio Fede, che è stato cruciale nella costruzione, e soprattutto nella conservazione del consenso berlusconiano. Gli araldi del MinCulPop fascista svaniscono al confronto, con la loro retorica magniloquente che la stragrande maggioranza della popolazione illetterata nel ventennio recepiva poco o male. Non così Fede: lui sì che ha avuto il polso del suo pubblico.

Probabilmente non c’è mai stato in Italia un agit-prop più bravo di lui, un ministro della propaganda così concentrato sul suo target, sul suo segmento di riferimento: dai sessantenni in su. E vi par poco? Berlusconi le elezioni le ha vinte anche coi vecchietti; forse quando un po’ del polverone di questi ultimi anni si sarà depositato scopriremo che le ha vinte soprattutto grazie a loro, e che non è stata né Angela Merkel né Ruby Rubacuori a decretarne la fine, ma il normale esaurimento di una generazione che in Berlusconi non ha smesso di credere. Quella classe di ferro che a partire dagli ’80 si mise a guardare Canale 5 non perché ci trovava nuove idee o volti nuovi; al contrario, una capsula del tempo in cui Berlusconi aveva apparecchiato per lei Corrado, Sandra e RaimondoMike Bongiorno, tutti i vecchi volti della Rai che come i loro spettatori stavano avviandosi verso la pensione: così, quando finalmente si poté fare un tg, era normale che Berlusconi scovasse anche Emilio Fede e lo rimettesse sotto i riflettori.

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