La famiglia leghista a carico dei lombardi (non se n’è accorto nessuno?)

«Adesso basta sono davvero stanca di attacchi senza senso» sbotta l’assessore regionale che definisce «atto di sciacallaggio politico» quello del segretario provinciale. «Colui che dovrebbe essere una figura di garanzia per l’intero partito, da quando è stato eletto ha superato il segno auto proclamandosi difensore della moralità, dimenticandosi però gli inghippi in cui lui stesso e alcuni esponenti cittadini del partito sono stati coinvolti». Proprio lui, che punta il dito sulla candidatura di Renzo Bossi – continua infatti Rizzi – «parlando di nepotismo sbagliato, dovrebbe pensare alla vicenda di sua moglie Silvia Raineri che, dopo aver fallito la sistemazione attraverso un concorso indetto dalla provincia di Brescia, poi congelato per presunte irregolarità, riceve prima un incarico di collaborazione al gruppo Lega in Regione e poi viene assunta tramite un concorso all’Asl di Milano ottenendo immediatamente l’aspettativa per tornare a lavorare in Regione.»

Le parole sono dell’assessore regionale Monica Rizzi contro il segretario provinciale della Lega a Brescia Fabio Rolfi che ne chiede le dimissioni. La moglie di Rolfi (lo dice la Rizzi) è stata sistemata con i soldi dei lombardia nella più formigoniana delle modalità. Insomma, rubano tra di loro e alla fine paga sempre il cittadino. In questo caso padanissimo. Niente da dire?

Noi abbiamo preparato un’interrogazione per saperne di più. Ad maiora.

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