Pagano i bambini

Una comunità per minori da dieci mesi è vuota. Sono spariti i minori a rischio? No, sono finiti i soldi

La casa è meravigliosa. Tanto spazio, tanta luce, tanta cura dei dettagli. Alle pareti i quadri della vicina scuola d’arte di Cantù. Persino la rampa dell’ascensore è affrescata. Sul divano e sulle mensole, giocattoli e libri. I letti sono fatti, ognuno con un peluche sul cuscino. È la Casa di Paolo e Piera, una comunità educativa per minori inaugurata il 5 giugno 2011 a Olgiate Comasco. È costata 1 milione di euro, raccolti sul territorio dalla Fondazione Paolo Fagetti, con il contributo della Fondazione Cariplo. Una nuova donazione, 200mila euro, è arrivata appena prima di Pasqua. Ma è vuota. In dieci mesi non ha mai visto un bambino.

Enrico Fagetti è il presidente dell’associazione e il papà di Paolo, morto a trent’anni in moto: faceva il volontario in quello che era ancora un istituto per minori, e i genitori hanno deciso di continuare a far vivere almeno i suoi progetti. Enrico è deluso e arrabbiato: «Possibile che in Italia nessun bambino abbia bisogno di un aiuto di questo tipo, quando pochi anni fa le comunità avevano le liste d’attesa? Ci avessero detto che questo era un servizio inutile, avremmo fatto altro. Sembra che i bambini siano spariti. In realtà sono spariti i soldi». Enrico non ha paura di dire a voce alta quello che in tanti sussurrano: «Con i tagli dei trasferimenti agli enti locali, i Comuni non hanno più i soldi per pagare le rette e quindi non allontanano più i minori. Preferiscono lasciarli in famiglia, anche quando la situazione è estremamente compromessa».

Il resto della storia qui.

Un commento

  1. Maria Regina

    Purtroppo con la presa in carico diretta da parte dei Comuni della tutela minori in Lombardia, da alcuni anni i diritti dei bambini e dei ragazzi di poter crescere in ambenti "sani" che li autino a diventare protagonisti positivi della loro vita non sono più assicurati. Se c'è un'Amministrazione Comunale sensibile quei diritti saranno assicurati ma dove non c'è (e con l'attale crisi etica e economica l'attenzione vs i bisogni dei minori è calata drasticamente) i minori vengono lasciati presso la famiglia d'origine che per varie cause non è in grado di crescere i propri figli. DOBBIAMO FARE QUALCOSA IN MERITO… SOLLECITARE L'EMANAZIONE DI UNA LEGGE CHE AFFIDA QUESTO COMPITO NON AI SINDACI DEI COMUNI MA AD UN'AUTORITA' ESTERNA che non potrà dire: la mia possibilità d'intervento dipende dalle disponibilità di bilancio". E QUESTO VALE SOPRATUTTO PER I FIGLI DEI MAFIOSI: i sindaci non chiederanno mai l'allontanamento dei minori delle famiglie mafiose; lo deve fare un altro organo istituzionale. Non basta sottrarre i beni economici ai mafiosi ma è urgente sottrarre loro anche il "patrimonio di famiglia" rappresentato dai figli.

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