I rimpastini e la credibilità

COMUNICATO STAMPA “In Lombardia, il fondo lo si è toccato da un pezzo. Ma oggi, con il presidente Formigoni in totale balia dei partiti in crisi, costretto a subire il secondo rimpastino nel giro di due mesi e a vivere alla giornata ammettendo per la prima volta l’incertezza del termine di legislatura, si è davvero incominciato a scavare.

E come se non bastasse è arrivato anche il suo ennesimo e imbarazzante tentativo di autoassolversi politicamente anche rispetto agli ultimi sviluppi giudiziari.

Al di là delle surreali dichiarazioni sulla ‘vacanza di gruppo, la stessa di tanti italiani’ che deve persino verificare di aver fatto davvero, lasciano senza parole l’ostinazione e la sfacciataggine nel sostenere che lo scandalo della fondazione di Pavia e dei suoi amici Simone e Daccò sia soltanto una questione tra un’azienda privata e privati cittadini.

Peccato che la Maugeri, come il San Raffaele, sia una struttura sanitaria accreditata e che sia quindi parte a tutti gli effetti del sistema sanitario regionale. E peccato che, come il San Raffaele, riceva ogni anno dalla Regione cifre milionarie, e non esclusivamente per i rimborsi delle prestazioni. E peccato che addirittura esponenti della maggioranza dello stesso Formigoni, da Mantovani all’assessore Bresciani, sembra comincino a rendersi conto di quanto denunciamo da anni: il modello lombardo favorisce enormi interessi di pochi e non è in grado di controllare e arginare gli illeciti. Tralasciando, in tutto ciò, i documentati rapporti personali e politici tra il governatore e i due ‘privati cittadini’ agli arresti.

E così a fronte di un numero sempre più inquietante di inchieste, a fronte delle difficoltà della Lega, tra dimissioni forzate e permanenze inopportune, e dei lunghi coltelli dentro il Pdl, con equilibri sempre più precari, appare evidente come la via d’uscita non possa essere altro che il ritorno immediato alle urne.

Altro che amministrazione efficiente. Ma se Formigoni ne è convinto, a maggior ragione abbia il coraggio di rimettere subito ai lombardi il giudizio sull’operato suo e della sua Giunta”.

Milano, 16 aprile 2012

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