No, Pippo, su Penati non sono d’accordo

Tutti sanno quanto sia vicino a Pippo Civati (politicamente ma soprattutto amico) ma questa intervista su Penati è condivisibile su molti aspetti ma manca un punto. Quando dice “la valutazione di opportunità politica sulle dimissioni spetta solo a lui. E la farà nel caso in cui ci fosse il rinvio a giudizio” dissento: Penati è (stato) il portabandiera della coalizione di centrosinistra. Lì dove sta Formigoni noi proponevamo di metterci Penati (sbagliando) e le sue responsabilità (e le sue decisioni) non possono essere scaricate “nel gruppo misto”. Senza polemica, eh. E senza dimenticare che il punto qui è la sfacciata e criminogena lobby formigoniana.

2 Commenti

  1. Per molti evidentemente Penati resta sempre il "capitano".
    Sarcasmi a parte, aspettare il rinvio a giudizio è una follia e mi stupisco che Pippo insista con questo garantismo de noantri.
    Penati *sa pèerfettamente* cosa ha fatto e altrettanto sanno tutti, in particolare i beneficati del Piddì, i fruitori di risorse penatiane per la recente campagna elettorale, i protagonisti di fulminee carriere (dal nulla all'assessorato di cui non sanno nulla) in settori cui Penati guardava sempre con attenzione, gli animatori di circoli filopenatiani con potere di spesa non congrui.
    Ora, Penati sa di avere rubato, ma quel che conta è che lo sanno tutti, incluso Pippo (basta fare 2+2 con l'acquisto Serravalle da Gavio e studiarsi il pregresso sulle valutazioni per capire che ha rubato). In queste condizioni, affermare la necessità attendere il rinvio a giudizio equivale a dire "OK, se lo incastrano non c'è scampo, ma se la sfanga, bellalì".
    Nossignori. anche nella malaugurata ipotesi che la sfangasse, sappiamo, sapete tutti chi è Penati, cos'ha fatto, quali sono stati i suoi rapporti col Piddì. Quindi o si prende una posizione chiara oppure si è conniventi, se non complici.

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