Il primo appalto di EXPO 2015 e quello strano odore

Lo scrivono i tipi di SOS FORNACE e i link lasciano pochi dubbi, per dire. Ora, siccome indignarsi serve per il tempo di uno starnuto, stiamo portando la questione in Consiglio con tutti i dati che raccogliamo. Perché le buone maniere cominciano ad essere fastidiose e personalmente non ho amato l’aria buonista e benevola di chi ha voluto intestarsi le manifestazioni di piazza di questi giorni come certificazioni di un vento che dovrebbe essere cambiato. Abbiamo decine di comitati, esperti, commissioni e consulenti, i dati sono tutti qui. Una spiegazione politica sarebbe il caso di darla. Noi nel nostro piccolo ce la facciamo dare in Regione. Ecco intanto cosa scrivono sul loro sito:

Nella lista delle aziende subappaltatrici, pubblicato in data 8 maggio 2012 sul sito dei Radicali, c’è il Consorzio Stabile Litta, il cui vicepresidente Nicola Di Rosario, è indagato con altri 4 imprenditori del settore florovivaistico per unatangente di 30.000 euro al consigliere regionale del Pdl Giammario, per un appalto sul verde pubblico in Brianza. Lo stesso dirigente del Consorzio Stabile Litta, ben insediato nell’area della Fiera di Rho Pero, dove ha avuto l’appalto per la realizzazione di un parco di 24.000 metri quadri, risulta essere accusato di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta per pilotare gli appalti insieme ad altri 18 imprenditori dello stesso settore.

Un’altra delle aziende titolari del subappalto, la Omegna Scavi di Scaramozza, che fa parte dell’ATI Elios, è attualmente indagata per avere provveduto a scavi e al trasporto di rifiuti senza le necessarie autorizzazioni in un cantiere in provincia di Verbania.

Dunque ben 3 su 4 dei subappalti autorizzati per il primo cantiere di Expo 2015 sono inquinati da infiltrazioni criminali, alla faccia del Protocollo di Legalità tra la Prefettura di Milano e la società Expo 2015 spa, firmato il 13 febbraio 2012 alla presenza del Ministro dell’Interno Cancellieri con l’adesione anche del Presidente di Assimpredil Claudio De Albertis, che è a capo della famiglia imprenditoriale che ha abbondantemente finanziato la campagna elettorale del 2010 dello stesso Giammario, indicato da esponenti di spicco della ‘Ndrangheta milanese, nell’ambito delle intercettazioni dell’inchiesta Infinito, come collettore di voti per la campagna elettorale delle elezioni regionali del 2010.

6 Commenti

  1. Giovanna

    La mafia e` ben riuscita a inserirsi nel contesto imprenditoriale del nord e questa ne e` l'ennesima conferma.
    Conferma amara, perche` vede l'ennesima collaborazione tra mafia e "politica", o meglio tra la mafia e tra quei politici corrotti, che sfruttano la carica che ricoprono e le persone che rappresentano per lucro, per agevolazioni.
    Per fortuna esistono persone come te a battersi per la liberta` di un paese intero.
    Per fortuna, a vent'anni dalla strage di capaci, di mafia se ne parla ancora tra i giovani. L'indignazione dei giovani difronte a certi comportamenti non cambiera` magari il mondo di oggi, ma forse sara` in grado di cambiare il mondo di domani.
    Io confido in questo, perche` se no non saprei proprio in cosa confidare: diffondiamo quindi queste notizie, diffondiamo l'indignazione e la voglia di uno stato giusto fino in fondo.

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