La scuola perduta di Sandro Pertini

Trovate le  differenze.

Una scuola aperta quindi ai problemi ed ai bisogni della società, integrato con quell’altro essenziale organismo naturale che è la famiglia, sensibile a tutte le istanze di vita e di sviluppo che nascono dalla collettività.

Tradurre tutto ciò in strutture efficienti, disporre di ampiezza di mezzi per consentire un loro costante miglioramento, curare la preparazione e la qualificazione dei docenti, incrementare la ricerca scientifica, incoraggiare e assecondare con intelligente opera di selezione quel che di più prezioso reca con sé la gioventù: l’entusiasmo, l’amore e il progresso nelle conoscenze; questo é il grande, esaltante impegno quotidiano della scuola.

Per realizzare questi obiettivi per nulla ambiziosi ma confacenti a una moderna concezione della società, dinnanzi alle carenze che pure osserviamo presenti nel mondo della scuola occorre cooperazione assidua, intese valide e costanti da promuovere ai livelli decisionali, disponibilità, dedizione, altruismo nei docenti e negli allievi. Sono queste le condizioni perché nel nostro paese fiorisca una scuola che sia degna del nome, animata da alta idealità, ispirata dalla chiara coscienza dell’ ineguagliabile funzione sociale che assolve.

Io so che nei giovani queste parole suonano non come speranze irrealizzabili, non come sogni ambiziosi e vani, ma come concreto e sano bisogno vitale: non disperdiamo queste energie, non deludiamo queste attese. A ciascuno il suo impegno, ad ognuno di noi la sua parte di responsabilita’ per far si’ che dal miglioramento della nostra societa’ di cui, in questi difficili anni, sentiamo estrema necessita’.

Questo è l’ augurio che formulo di tutto cuore in questo giorno per gli alunni, per gli studenti, per i giovani che ritornano allo studio, per gli insegnanti, per i docenti e per tutti coloro che dedicano la loro opera alla scuola.

(Sandro Pertini, 14 settembre 1982)

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