AFFARI ITALIANI intervista Giulio Cavalli: ‘Ecco chi sono i nuovi Andreotti’

Di Mariela Golia (da AFFARI ITALIANI)

I giovani hanno ascoltato la storia di Andreotti nei dibattiti televisivi dove da una parte c’era Cicchitto e dall’altra i colpevolisti. Hanno assistito allo scontro tra colpevolisti e innocentisti nel salotto di Bruno Vespa dove però si sono dimenticati di raccontare i fatti. E quindi mettere i fatti tutti in fila ci sembrava importante”. Giulio Cavalli, scrittore e consigliere regionale di Sel, presenta a Milano (Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli, ore 18) il sul ultimo libro “L’innocenza di Giulio. Andreotti e la Mafia”, appena uscito con Chiarelettere, in cui si indagano i rapporti inquietanti di Andreotti con Cosa Nostra.Affaritaliani.it lo ha intervistato.

Perché la storia di Andreotti è ancora attuale?
“A noi non interessa la sua storia in quanto tale ma l’Andreottismo e i nuovi Andreotti. Per riconoscere i politici che fanno politiche convergenti con le mafie bisogna prima capire come funzionava l’originale”.

Chi sono i nuovi Andreotti?
“La vicenda di Dell’Utri è molto vicina a quella di Andreotti. I nuovi Andreotti sono tutti i politici che decidono di fare delle scelte politiche consultandosi non negli organi istituzionali ma nell’ombra, che potremmo definire osceno, ovvero fuori scena. Dove non possono essere visti da nessuno. Abbiamo migliaia di esempi”.

Il libro ruota attorno al concetto di prescrizione che diventa innocenza.
“C’è l’obbligo di recuperare in politica, ma non solo, il concetto di opportunità. Troppo spesso ci affidiamo alla verità giudiziaria lasciando perdere ciò che dentro i processi viene raccontato. Ci sono persone che hanno atteggiamenti non etici anche se sono stati bravi a non incorrere in reato. In più nel caso di Andreotti il reato c’è e allora il problema non è la prescrizione giudiziaria ma la prescrizione della memoria. Sono stati bravissimi a dimostrare che in Italia una bugia ripetuta infinite volte diventa una verità”.

Lei è scrittore e consigliere di Sel. C’è un nesso?
“Sì, nella scrittura teatrale abbiamo sempre trattato temi fortemente politici. I nostri spettacoli o i libri hanno una chiara presa di posizione politica. Gramsci diceva che il buon politico deve essere un ottimo drammaturgo perché deve riuscire ad immaginare il riflesso di qualsiasi scelta politica nella drammaturgia dei cittadini. Il teatro e i libri sono luoghi in cui si cerca di dare delle chiavi collettive su alcune problematiche che è una cosa che dovrebbe fare la politica”.

Meglio scrittore o consigliere?
“Entrambi. Mi faccio giudicare in tutto quello che faccio. Sia a teatro, nel libro e anche nell’attività politica”.

“L’innocenza di Giulio. Andreotti e la mafia” di Giulio Cavalli
ed. Chiarelettere
prefazione di: Gian Carlo Caselli

3 Commenti

  1. nello

    Giulio Andreotti e la politica italiano con la sua monoclatura democristiana nella funzione dei vari ministri estaurati sempre rapporti con abbienti di mafia siciliani dal ministro Scelbo, al mafioso pasquale Pisciotta, Luciano Ligio, Pippo Calò Ciancimino ai cugini Salvi. tutti questi nomi hanno avuto una funzione nella storia politica Italiano di cui Andreotti ha tracciato delle linie. Così il seguito politico siè medesimato nel sistema fino ad dare possibilità di riciclare soldi da un personaggio che ha fotto la sua fortuna con il personaggio, Dellutri, Previti, Mancano, e compani. Adesso tocca a noi Italiani giudicare questo sistema…….. 0362012 MASTaniello

  2. Liliana Risolo

    Andreotti da molti e' definito "statista", a torto o ragione, per me ha tradito chi ha perso la vita per combattere la criminalita', in cambio di quali "vantaggi" per il Paese ? Credo che una maggiore partecipazione della gente alla cosa pubblica potrebbe dare un impulso diverso alla politica, un maggiore controllo su scelte e azioni, anche se indiretto.

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