Dieci anni di Bossi-Fini

Nel luglio 2002 il Parlamento approvava la legge Bossi-Fini. Dieci anni dopo, insieme al più recente “pacchetto sicurezza” lascia un’eredità pesante. Il suo obiettivo non era quello di frenare gli ingressi, bensì di ridurre la permanenza sul territorio dei lavoratori immigrati. Tanto che oggi è previsto un sistema di crediti e debiti che può portare anche alla revoca del permesso di soggiorno. L’esatto contrario di quanto suggerito dall’Unione Europea: politiche di integrazione per chi è già all’interno di un paese, con flussi di ingresso più contenuti.
Andrea Stuppini propone un’analisi dei (pessimi) risultati raggiunti. Noi ne abbiamo parlato con Non Mi Fermo e un’agorà a Bergamo. E il tema in questi ultimi dieci anni è stato un continuo incartarsi tra chi ha rincorso una xenofobia moderata e all’apparenza democratica o tra chi ha preferito non parlarne.
Per evitare alle prossime politiche di essere sbiaditi (come dieci anni fa) proviamo a partire da qui.

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Un commento

  1. paolo arenzi

    certo limitare gli ingressi!
    potremmo decidere di fare
    come malta,
    oppure come gli usa con cuba,
    cosí potremmo dare a quelli che riescono ad arrivare con un
    piede sul ns territorio tutto il lavoro e gli aiuti che vogliono!
    ciao

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