Mafie e EXPO, si sveglia Formigoni

Leggo un’agenzia fresca fresca del sempreceleste Formigoni:

“Abbiamo appreso che l’appalto relativo alla piastra è stato assegnato con un ribasso d’asta del 41%, che si avvicina molto alla soglia di anomalia calcolata nel 43%. Un valore che, pur rientrando nei parametri di legittimità, suscita qualche preoccupazione. Confido che la società Expo 2015 attiverà tutte le verifiche preventive e i controlli successivi necessari per accertare che questo consistente ribasso non rischi di incidere sullo svolgimento delle attività di realizzazione della piastra e in particolare sulla regolarità e dignità di trattamento dei lavoratori e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Regione Lombardia è disponibile ad offrire alla società Expo 2015 la collaborazione del proprio “Comitato per la trasparenza degli appalti e la sicurezza dei cantieri”, del quale fa parte il delegato alla trasparenza Presidente Grechi, organismo che già opera con molto rigore relativamente alla trasparenza degli appalti regionali, monitorando il rispetto delle norme che riguardano i contratti per lavori, servizi e forniture e investimenti pubblici”. Lo dichiara il Commissario Generale Expo 2015 e Presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni.

L’appalto relativo alla piastra di cui si parla è proprio lo stesso di cui scrivevo ieri qui. E l’ho ripetuto ieri in aula mentre quasi tutti riuscivano a parlare di EXPO senza nominare le infiltrazioni. Anzi, mentre tutti parlavano di antimafia senza passare prima dalla mafia, come si dovrebbe fare anche nei più stupidi giochi da tavolo. E nell’appalto della piastra per EXPO l’azienda capofila dell’ATI che ha vinto l’assegnazione dell’appalto è la stessa Mantovani SPA che già stava nelle carte giudiziarie dell’operazione “Doppio Colpo 3” in cui si scriveva di rapporti tra la ditta e uomini che contano del clan Madonia. E’ la stessa Mantovani SPA a cui è stato ritirato per un certo periodo il certificato antimafia.

Ora Formigoni si è svegliato. E ha avuto questo bel sussulto a forma di comunicato stampa. Buon per noi, direte.

Ma sorprende, forse, che con tutti questi comunicati, protocolli, osservatori, commissioni, commissari ordinari e straordinari, futuri subcommisari ci si accorga di qualcosa di stonato per un piccolo, antipatico, scassaminchia consigliere di opposizione. Forse sarebbe stato il caso di non gridare al complotto o all’allarmismo ogni volta che qualcuno ha sollevato dei dubbi e delle osservazioni. Forse ci si aspetterebbe che EXPO e banda cantante anticipasse i dubbi della stampa e dei giornali. O almeno se ne facesse carico senza isterismi.

Insomma: governino l’evento. Sono lì per quello. No?

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