Vaffanculo anche loro, ma elegante però

Ora che, dopo essere scomparso tra le rovine e infilzato dalle ingiurie, il defenestrato Berlusconi riappare, Di Pietro non sta a guardare. Queste creature gemelle che ricorrono agli stessi toni per aggredire il capo dello Stato, la Corte costituzionale, sono fatti della stessa pasta stantia. Coltivano una metafisica dell’intrigo che scorgono in ogni cosa. Il mondo è per loro solo un infinito complotto, un condensato di furbizia e di intrallazzo. Con la loro mente deviata, che si barcamena tra le ombre di fantasmi minacciosi e le allucinazioni di una privata potenza, urlano contro le macchinazioni da sventare e si esibiscono in continue vanterie. Alla testa di moribondi antipartiti personali, entrambi rivendicano un assoluto comando e non resistono al vezzo dell’autocitazione, che dovrebbe conferire un che di epocale ai loro detti, invero poco memorabili. 

Amano così tanto la menzogna politica che spesso lasciano l’impressione di darla da bere anche a loro stessi, e finiscono così per restare impigliati nella rete infinita delle loro oceaniche bugie. Prediligono delle semplificazioni devianti e sbandierano delle proposte assurde, gettate in mischia tanto per sparala grossa. Nessun senso della vergogna, quella che risparmia al politico la sensazione di essere ridicolo, li accompagna e perciò rimangono ingabbiati nelle raffiche delle loro eterne precisazioni e delle rituali smentite. E proprio questa smisurata mancanza di sobrietà che li induce a straparlare è anche la ragione della loro obsolescenza.

Lo scrive L’Unità, oggi. Bersani aveva detto: «C’è un corollario a di Pietro: rispetto reciproco e saldo rispetto istituzionale».

Un abbraccio a chi trova il rispetto in questo pezzo di elegante sintassi. E, tanto che ci siamo, a chi riesce a declinare il “saldo rispetto istituzionale” nella storia dell’UDC di Cuffaro & co.

Quando si torna a parlare di programma e politica, fateci un fischio.

8 Commenti

  1. Maurizio Cerioni

    Solo un non attento lettore, leggendo il post, non si accorge che l' autore, Giulio, non fa un attacco a DiPietro bensì a BERSANI ed alle eterne contraddizioni che accompagnano il Pd, pronto ad aprire all' Udc di Casini e del fù Cuffaro per un Governo di progressisti e di moderati….di "rivoluzionari" incendiari muniti d' estintore e di centristi cattoinciucisti che non disdegnano per finire in parlamento i voti della "Mala". Maurizio, caro omonimo, a toppare sei stato tu !

    Un caro saluto a Giulio

  2. Giulio Cavalli

    Insomma: eri tu ma non eri tu. Poi interviene il nostro vecchio amico da Codogno. Poi mi si dice che si è capito male. Che non è chiaro. Comunque era chiaro per ADP ("grazie, teniamo botta" è il suo sms). Questo basta. Decidetevi. Discutete. Fate. Lasciate perdere qui. Fidatevi. Perché se non capite il senso di questo post io non so cosa farci. Rimanete nella vostra desolante cricchetta dei tre con assessorati promessi ogni benedetto anno.
    Buona serata.

  3. Licia

    Forse il caldo non mi fa notare dove stia la difesa di Di Pietro nel post. Comunque concordo in buona parte con Maurizio. E poi il comportamento del Presidente, pur legittimo, ha mancato di quella trasparenza che i cittadini italiani 'stufi' di mafia, corruzione, clientelismi e furbizie, agognerebbero vedere applicata: più la carica è alta più trasparenza deve esserci. Non è l'alta carica che fa l'uomo, ma è vero il suo contrario.

  4. Giulio Cavalli

    Maurizio (e gli altri) per favore, svegli. So che siete offuscati dal caldo ma le parole sono de L'Unità e il post è in difesa di Di Pietro. Il giorno che smetterete di essere ultras (sempre trombati dai dirigenti, per altro) sarà un bene per tutti.

    Saluti.

    1. Maurizio

      Forse ho letto un po' velocemente e quindi mi scuso.

      Di certo non sono un ultrà politico, il mio pensiero è libero, come il tuo del resto. Comunque se riesci a indicarmi un partito dove non ci siano dirigenti, diciamo furbetti, sarà veramente un bene per tutti.

  5. Maurizio

    Ciao Giulio, mi dispiace ma stavolta detto in termine giovanile hai proprio toppato. Paragonare Di Pietro (pur con tutti i suoi difetti ed errori) a Berlusconi lo trovo riprovevole. Se proprio dobbiamo "lapidare" i leader politici Di Pietro sarebbe l'ultimo della lista e non lo dico perchè sono di parte. Parli di rispetto delle istituzioni, ma io credo che la ricerca della verità non debba essere subordinata a nulla, quello che tu chiami rispetto è mettersi due belle fette di salame sugli occhi e far finta di niente.

  6. Ettore

    Lungi da me difendere Di Pietro; pero' un presidente della repubblica – anche se delle banane…- non può accettare di adoperarsi per addomesticare i Pm di un tribunale che indaga sulla trattativa stato-Mafia, solo perché glielo chiede un cittadino ancorché ex-ministro! Così va "affanculo", carissimo Giulio, l' art. 3 della Costituzione, che i cittadini sono tutti uguali davanti alla Legge; ma alcuni sono più uguali degli altri…: io non mi sognerei mai di telefonare al Consigliere giuridico del Pres. della Repubblica, per chiedere il suo "interessamento"…un presidente così dovrebbe fare quello che fece il suo predecessore, Giovanni Leone: dimettersi; invece questo solleva il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. Così va il mondo: il giudice che indaga finisce in Guatemala e il pres. Incolpa dell' infarto del suo consigliere la campagna denigratoria; ma le avete lette le intercettazioni tra Mancino e D'ambrosio???

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