D’altronde non c’è nemmeno un nome per le mamme che perdono i figli.

Quando si banalizza il senso di famiglia, quando si ritiene di sapere cos’è una famiglia giusta, quale sia quella sbagliata, quando si pensa di regolamentare gli affetti per dogma o per legge, ecco, farebbe bene leggere post umanissimi come questo di Spora:

Alla fine non ho avuto bambini.
Anni fa li volevo ma non ha funzionato.
Credo sinceramente che sarei stata una mamma fichissima.
Una mamma di quelle che trattano i figli come essere umani e li accettano in quanto tali, con le loro idee, anche se sono dei cretini. Perché quando si figlia non si sa mai coqa viene fuori, e non puoi pretendere che facciano le cose fighissisme che immagini tu per forza.
Sono gente normale anche loro.
Ci saremmo divertiti.

A volte non funziona per motivi sconosciuti.
A volte la mente ti sterilizza il corpo.
Non capirò mai perché non ha funzionato.
O forse l’ho capito. Il mio corpo ragiona meglio di me.

Una. Due. Tre.
Quattro. Cinque. Sei.

Sei inseminazioni artificiali. Tre anni a piangere sui test negativi, a farmi le punture nella pancia.
Un utero perfetto. Ovaie trombe e ovuli bellissimi.
Un collo menomato dai tumori, una sterilità stupidissimamente meccanica.
Niente di grave, Madame.
E invece.

Non credo che si possa chiamare lutto, se i bambini non ce li hai.
D’altronde non c’è nemmeno un nome per le mamme che perdono i figli.

Nei commenti al post Aliyah dice che “la vita è breve ma larga, e ci sta tutto ciò che vogliamo”.

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