Se muore Saamiya

Al Mattino, un ufficiale medico imbarcato con la Guardia costiera a largo di Lampedusa racconta come raggiunse il barcone dove l’atleta somala, insieme ad altre quarte persone, aveva trovato la morte. “Saamiya era incinta”, dice. Una storia terribile che deve aiutarci a farci riflettere: nel nostro paese è cambiato il governo ma non sono cambiate le politiche sui respingimenti. 

La pancia di Saamiya interroga l’occidente. Interroga i media che di certe cose preferiscono non parlare. Il corpo di Saamiya è stato trovato a 87 miglia a sud di Lampedusa. Il dottor Giuseppe Saviano dice di averla vista serena, placida nel momento della morte. Saviano parla di un sorriso e di una Saamiya tutta accartocciata su se stessa come un feto, come una Madonna. Con lei, sempre secondo il mattino, sono morte 4 giovani. Ora tutti e cinque giacciono in una tomba senza nome a Lampedusa. Sarebbe doveroso dare a quella tomba un nome. E costruire magari un monumento a tutte le Saamiya che hanno solcato il mare per poter coronare un sogno di sport.

Le domande di Igiaba Scego per Pubblico. Che sono anche le nostre, ma non sono nell’agenda di governo.

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