A Varese Giulio Cavalli svela i misteri dei picciotti al Nord

(da Varesereport)

Schermata 2013-01-16 alle 18.47.54Non è sempre facile inquadrare un “teatrante”. Ci sono anche quelli poliedrici, con una carriera artistica che, in teatro o fuori di esso, intreccia costantemente l’arte con la coscienza civile, prima e oltre rispetto all’impegno politico. E’ certamente il caso dell’attore, regista ed autore Giulio Cavalli, che domani sera, 17 gennaio, alle ore 21, sarà a Varese, presso il Cinema Teatro Nuovo, per proporre uno spettacolo intenso e ricco di spunti per riflettere sul nostro Paese, “Nomi, cognomi e infami”, nell’ambito della bella rassegna di Filmstudio 90 “Note di scena” e grazie all’impegno dell’associazione Ragtime, nata dalla passione di Adriano Gallina.

Il teatro civile di Cavalli è quanto di meno ideologico ed enfatico ci si possa attendere. Le piéce dell’attore e regista milanese raccontano, con nomi e date, fatti e misfatti, svelando spesso i risvolti più inquietanti della nostra storia nazionale. Per chi ha seguito negli anni l’esigente avventura teatrale di Cavalli, sono indimenticabili alcuni spettacoli: da quello sulla morte di Carlo Giuliani a quello, stupendo, su Giulio Andreotti, “L’innocenza di Giulio” (scritto con il grande Renato Sarti). Parole dure, spesso dense di rabbia, ma sempre pronunciate con l’urgenza di ricordare e non dimenticare mai ciò che è stato.

E’ certamente anche il caso dello spettacolo che domani sera, imperdibile, tutti vedremo al Teatro di viale dei Mille a Varese. Credo che si potrebbe definire uno spettacolo “medico”, nel senso che affronta, senza reticenze e furberie, il vero cancro “made in Italy”: quel tumore che prende il nome di mafia, camorra,´ndrangheta. Non entità lontane, relegate nel profondo Sud, ma presenti anche qui, tra di noi, nella terra padana per eccellenza. Riflettori puntati, domani sera, sui picciotti di terza generazione, quelli che stanno dentro, al caldo di attività come edilizia, movimento terra, ortofrutta, rifiuti. Vicende da conoscere e da approfondire, come ha fatto Cavalli, che al Pirellone dall’Idv è approdato a Sinistra, Ecologia, Libertà, e dove ha fondato, coerentemente, coraggiosamente, con Chiara Cremonesi e Pippo Civati, il primo gruppo interistituzionale che guarda alle infiltrazioni mafiose negli appalti Expo, e si chiama Expo No Crime.

Un detective alla ricerca di ciò che non quadra, di ciò che si tace con imbarazzo da parte della politica, di ciò che corrode, giorno dopo giorno, un po’ di democrazia, la cosa più preziosa che ci resta. Chissà mai che un giorno, il bravo Giulio Cavalli, decidesse di dedicare la sua vocazione civile e teatrale al nostro caso Uva? Da parte nostra, ce lo auguriamo sinceramente.

Rispondi