Nessuno è LIBERO di diffamare

2013-01-31-liberoMa c’è un limite che nessuna strategia può travalicare, al di là dei casi specifici, che valgono per chiunque, a destra come a sinistra, e a cui bisogna comunque concedere la possibilità di chiarire e spiegare. Quel limite è rappresentato dalla verità. Una notizia pubblicata in prima come in ultima pagina deve contenere un minimo di verità, anche una briciola, un pizzico, avere quantomeno un fondamento concreto. È la base del giornalismo. Ma, ripeto, c’è giornalismo e giornalismo. Giulio Cavalli si è trovato in mezzo alle frecce sudice di un giornalismo mistificatore e moralmente infimo. Il consigliere di Sel, l’uomo che ha sfidato la ‘ndrangheta a Milano e in Lombardia, una mattina di gennaio (il 31) ha trovato la sua foto in prima pagina, messo in mezzo a quelli che il quotidiano di Belpietro definisce “gli impresentabili”, ossia i consiglieri indagati per il caso delle spese folli in Regione.

Una riflessione di Massimiliano Perna. Da leggere.

4 Risposte a “Nessuno è LIBERO di diffamare”

  1. caro Giulio sono perfettamente d 'accordo con l'analisi di Massimiliano Perna tantissime persone non si prendono la briga di verificare se la notizia è vera o falsa,quindi il giornalista(parola grossa)è doppiamente colpevole xchè divulga una notizia falsa, da chi siano pagati belpietro e sallusti lo sappiamo tutti.però se non si querela o meglio ancora una smentita in prima pagina, altrimenti sia le persone coinvolte di destra o di sinistra e sopratutto noi utenti saremo bellamente presi in giro da questi pseudo giornalisti .la macchina del fango non ha confini

  2. C'è una via d'uscita? Noi elettori siamo disorientati a tanto marciume che ci circonda… qual è il confine tra la verità e l'infamia? La stampa disonora se stessa rendendosi complice dei partiti… dove e in chi dovremmo confidare e perché ??? Il mio voto vale.

  3. wilfingarchitettura dice: Rispondi

    Giulio,

    non conoscevo quest'episodio.

    Assurdo.

    Saluti,

    Salvatore D'Agostino

  4. Ma poi, se vengono condannati per tali diffamazioni, si invoca la libertà di stampa? Si dice che siamo tutti Belpietro? Io non sono Belpietro e nemmeno Sallusti e li vorrei davvero in galera!

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