Se c’è qualcosa di casuale in un’opera è l’illuminazione iniziale.

La primissima idea di un lavoro creativo […] è appena una luce che si accende, per un attimo, sull’opera d’incanto già compiuta. È una prefigurazione. Da quel momento lo sforzo dello scrittore sarà quello di trovare tutti gli elementi in grado di ricreare quell’immagine perfetta, scolpita nella memoria ma troppo lontana per poterla ricostruire in ogni sua parte. Il suo sarà un lento avvicinarsi a quella intuizione mitica, assoluta (forse anche sbagliata). In quella intuizione sta il novanta per cento di tutta l’attività creativa di un artista. Se si potessero sommare assieme i momenti di creazione pura che uno scrittore (grande quanto si voglia) sperimenta in tutta la sua esistenza, non si arriverebbe neanche a cinque minuti. Tutto il resto è machine, lavoro quotidiano, falegnameria, talvolta perfino routine. È bene che l’apprendista scrittore entri in quest’ordine di idee e lasci dentro lo zainetto della scuola l’edificante idea dell’artista che crea in preda a perenne ispirazione. Se c’è qualcosa di casuale in un’opera è l’illuminazione iniziale.

(Vincenzo Cerami, Consigli a un giovane scrittore. Narrativa, cinema, teatro, radio, nuova edizione, Oscar Mondadori 2010)

NZO

Rispondi