Scambiare il futuro per presente

twSuccede. Ed è un errore che ogni tanto paghi anche caro. Ieri discutevo nella cucina di un amico (le analisi politiche fatte nelle cucine degli amici mi appassionano molto di più delle liturgie da direttivi, ultimamente) di quanto sia facile credere che gli altri siano noi. Lo so, sembra una banalità detta così, a gli stessi risultati di Ambrosoli (vincente nelle città e sconfitto nelle valli e nelle periferie della Lombardia) dimostra come in fondo siamo caduti (tutti, io compreso, eh) nell’omologazione di credere che siano interessanti le cose che noi troviamo interessanti, che siano bisogni comuni i nostri bisogni personali, che il giusto linguaggio sia il nostro linguaggio. E così accade che ci immaginiamo l’elettore degli elettori (quella strana persona che è la gente) informato in rete, appassionato su twitter e accurato ricevitore di newsletter. Crediamo noi di essere tutti e che il futuro sia già presente e collettivo. Ed ho sbagliato anch’io.

E’ interessante l’analisi su rete e retorica fatta da Valigia Blu:

In definitiva, ci siamo innamorati di una retorica nuovista e dipendente da una presunzione di efficacia nei confronti della tecnologia che ha inficiato le nostre capacità analitiche rispetto al quadro complessivo di ciò che stava sedimentando nel corpo e nella testa dei cittadini. Non l’unico fattore, ma certo uno tra quelli di cui prendere nota per evitare che la prossima volta il risveglio dalle urne sia un incubo di irrilevanza dei media da cui non vediamo la via d’uscita. E che non eravamo stati in grado di anticipare in nessun modo, non certo calcolando la traiettoria di qualunque foglia si fosse mossa su Twitter.

L’articolo completo di Fabio Chiusi è qui.

10 Commenti

  1. Solo adesso sembra facile crederlo, che gli altri siamo noi" ci sono voluti secoli, partendo dalla storia cristiana (l'unica imposta dalla massoneria). Adesso, che lo si può anche raccontare aggiornando il corso. Si , uno vale uno e tutti siamo uno " ebnorme"

  2. mario

    Caro Giulio credo che lo sbaglio della sinistra ,o meglio dei rappresentanti ,parlamentari consiglieri o funzionari di partito è;non accettare critiche mi spiego ho assistito a dei dibattiti pubblici con Martina , Serracchiani Misiani ecc ecc finalmente posso dire la mia risultato Misiani ha detto che B era un ladro . gli ho risposto che questo lo sapevo già , ma io volevo sapere cosa avrebbero fatto x il lavoro e dove trovare i soldi.la Serracchiani alla mia domanda cosa volevano fare x le pensioni(nota bene dopo 5 giorni hanno approvato la riforma Fornero)bene mi sono sentito rispond ere che io ero un privilegiato xchè riuuscivo ad andare in pensione dopo 42 anni e due mesi PRIVILEGIATO da chi prende 15 mila euro al mese Martina un discorso fumoso che nessuno ha capito conclusione se la politica non recepisce i bisogni della gente ma si arrocca mi dispiace ma non andremo da nessuna parte PURTROPPO

  3. mauro

    Ho sperato . Inutilmente. Mi sono spesso. Adesso sono vuoto . Non c'è futuro se si dimentica il passato. Il passato torna più viscido e vile di prima . Non dimenticate . Per un futuro sostenibile e solidale equo.

  4. non credo sinceramente tu abbia sbagliato,e’ possibile fare meglio,ma davvero sei un fiore nel deserto… se tu fossi un personaggio di dylan dog,saresti proprio dylan,invece parecchi candidati del centro sinistra li vedrei come l’ispettore bloch,sicuramente piu’ onesti e positivi dei candidati del centro destra,ma troppo istituzionalizzati e disillusi,tanto da scendere spesso a compromessi che allontanano dal denunciare fino in fondo la verita, e dal fare #davvero una buona politica

  5. leo nodari

    non è facile da accettare ma è proprio così. se lo avesse capito il centro sinistra non ci ritroveremmo come siamo. o forse non poteva capirlo perchè non era facile da sopportare l'idea di non avere la verità tutta in tasca.

  6. Sarò banale anche io ma è bella e piacevole questa riflessione capace di autocritica e focalizzata con quello che mi pare voler essere uno sguardo meno personale e più obiettivo.
    Ho ancora il suo materiale elettorale sul tavolo, chiesto ad un banchetto spontaneamente. Ma al Senato non ce l’ho fatta a votare la solita Sinistra, che ha sempre questa grande propria “scuola storica” alle spalle, un presunto know-how (??how??) grazie a cui “sa sempre come fare”, mentre non si accorge che il tempo si evolve e trasforma il mondo, che la Storia scritta è preziosa, ma pure quella che deve ancora essere scritta può diventarlo.
    Quindi se posso fare anche una capriola indietro, mi vien da dire che tanta, troppa sinistra scambi il futuro pure con il passato.
    Anche se poi, (paradosso?) un tempo la Sinistra aveva dei veri leaders e punti di contatto con la gente, mentre oggi, salvo rari casi, è drammaticamente distante..distante e distante..
    Grazie per lo spazio! A presto Cavalli!

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