Galatea su Grillo e la complessità del reale

escher_csg026_encounterLa reazione di Grilo ai primi giorni di “politica” dei suoi è indicativa: dal mondo chiuso del suo blog continua a emanare proclami in linea con la sua visione millenarista, ma che risultano poi in pratica inapplicabili dai suoi “emissari” in Parlamento. I quali si trovano a dover risolvere problemi che probabilmente Grillo non riesce nemmeno a capire perché  guarda da fuori il tutto: votare o no Grasso o Boldrini o astenersi e rischiare un incarico a Schifani? Consentire o no con il voto di fiducia la nascita di un esecutivo Pd o prendersi, negandola, la responsabilità di un “tutti a casa” che significherebbe però un salto nel buio con possibili pesanti ripercussioni economiche degli speculatori ai nostri danni sui mercati?

Stando fuori, Grillo può tuonare e inneggiare alla linea dura: da bravo predicatore millenarista sogna il giorno a venire in cui avendo acquistato il 100% dei consensi non dovrà più mediare su niente ma potrà molto semplicemente imporre la sua visione. E’ una visione utopica, come era utopica la società senza lusso di Savonarola. Ma i suoi che stanno dentro, ora, si trovano nelle peste, perché non avendo quel famoso 100% devono inserirsi in un meccanismo che ha le sue regole. E non, badiamo bene, perché è corrotto, ma perché è democratico.

Grillo da fuori indica come inciuci e tentativi di corruzione procedure che ai suoi occhi sembrano tali – come quella di trovare un accordo preventivo per l’elezione dei Presidenti delle Camere – perché non ha mai avuto esperienza diretta di cosa voglia dire gestire una assemblea democratica. E invece sono, molto semplicemente, prassi necessarie per evitare di impallare ogni possibile decisione e allungare i tempi all’infinito. Da qui le accuse di fare “mercati delle vacche” o gridare alla tentata corruzione per ogni abboccamento istituzionale per costruire una mediazione, da qui l’accusa agli altri partiti di non voler semplicemente votare il candidato proposto dall’M5S perché “è il migliore” (cosa poi tutta da dimostrare, visto il curriculum scarno), non rendendosi conto che in una assemblea democratica il consenso attorno al tuo candidato, quando non ha una sua maggioranza, deve essere costruita con un lungo lavorio di mediazione dietro le quinte.

I “Grillini” già dopo i primi giorni si rendono conto che il meccanismo, che quando lo guardavano da fuori sembrava così semplice da criticare, è invece non complicato, ma complesso, e la sua complessità è però dovuta a esigenze serie. Si trovano pertanto stritolati in mezzo a ciò: da un lato un “capo carismatico” che non avendo alcuna esperienza di gestione politica spicciola emana dei diktat inapplicabili nella pratica, dall’altra una base in fermento, anche questa priva di coscienza di come funziona il meccanismo, che pretende Parlamenti aperti come scatolette e distruzione immediata dell’esistente; dall’altra ancora una platea di gente che ha votato il movimento per protesta, ma pretende che ora gli eletti si adoperino comunque per far funzionare speditamente il sistema. In mezzo i Parlamentari grillini, i quali, per giunta, arrivati nel Palazzo senza una pregressa esperienze di assemblee minori (Comuni, Province ed altro) e privi di un apparato di partito o di un “capo” che sia in grado di spiegare loro e formarli in tal senso, sono abbandonati a se stessi, nel bel mezzo, per altro, di una delle più confuse situazioni della storia repubblicana.

Che dire? Già le votazioni per le Camere hanno dimostrato come nell’universo grillino si odano sinistri scricchiolii, e il post di questa mattina di Grillo, in cui in sostanza si chiede il non rispetto dell’articolo 67 da parte dei Parlamentari e si invocano epurazioni per chi ha votato Grasso, dimostra che una frattura fra Capo Carismatico e Truppa eletta in Parlamento (ma anche fra Capo Carismatico e Base, visto che i commenti al post di Grillo sono poco entusiasti), si sta consumando, con risultati per ora imprevedibili.

Ma non si tratta, e Grillo farebbe bene a prenderne atto, di “tradimento” da parte di un drappello di venduti che hanno perso di vista la causa. Si tratta, semplicemente, di quello che succede quando ci si deve confrontare con la complessità del reale.

Una gran bella analisi di Galatea da leggere tutta (tutta) qui sul suo blog.

21 Commenti

  1. mauro

    Io da sempre sinistroide in campo in tutte le battaglie per poter dare un futuro al mio prossimo. Tante volte tradito in parte dal mio partito perché non ha portato in porto tutta intera l' idea ma più di tutti quelli che hanno tradito e il popolo italiano per che quando si sono recati alle urne non hanno premiato magari chi gli proponeva un paese civile con regole uguali per tutti ecc.invece dalle urna cosa esce sempre la solita Italia che si lamenta ma in fondo gli sta bene così. Grillo dove eri quando io erro in piazza? Adesso cosa fa ? Urla no no a questo no a tutto . Non fa bene all,Italia daltronde dagli egoisti cosa ti aspetti. Dal partito dell' uomo qualunque niente di buono . Hai la possibilità davero di poter cambiare qualcosa se ci ragioni su e ti confronti con chi in parte la pensa come te creando il sistema di cambiamento reale e cercando di far diventare l' Italia un paese civile . Ho sei peggio di Berlusconi pdl e lega tutti insime ? L' Italia non ti interessa ma ti interessa sollo il potere dillo chiaro cosa vuoi tu .

  2. mario

    io personalmente credo che in chi ha votato m5s ci siano persone stanche della vecchia politica.e quindi vogliano un cambiamento.ieri rispon dendo sul blog del "fatto ad un grillino che voleva ritornare subito alle urne convinto di vincere le elezioni gli ho risposto cosi;se io avessi votato il m5s x fare riforme e poi vedo che quando mi è offerta la possibilità di farle preferisco non" sporcarmi le mani"lo diceva anche don Milani "è inutile avere le mani pulite se poi le TENGO IN TASCA .in conclusione io mi auguro che come è successo sabato nel m5s prevalga il buon senso o il bene comune come preferite questa è una occasione unica sprecarla sarebbe puro masochismo

  3. Il M5s NON è di sinistra per stessa ammissione di Grillo….con le posizioni che tiene sui migranti poi: estrema destra. Infatti una forza di sinistra non potrebbe mai avere tutti questi voti di ex-PdL o fascisti vari…e sulla bacheca di Grillo il razzismo é ovunque…commenti di elettori 5 stelle che fanno rimpiangere la Lega Nord….

  4. Sperare nel libero e vivace dibattito tra comunità e Papa (magari anche nella facoltà della prima di smentire la reazionarietà del secondo) è legittimo; nonostante non sia ancora caduto il dogma dell’infallibilità anche i nostri oscuri tempi dovrebbero permettere l’oltraggioso tradimento della forza di Obi-Wan Kenobi; forse il duce non ha sempre ragione, forse è possibile spiegare ad un blogger qualunquista la differenza tra un magistrato ed un mafioso.

  5. Il M5S ha sempre detto che il suo obiettivo primario era staccare dalla poltrona chi ha infangato le istituzioni. Piero Grasso non era mai stato in Parlamento. Schifani ha già occupato in modo indegno quel ruolo. I Senatori M5S hanno cercato fino all’ultimo di mandare avanti il suo candidato ma al ballottaggio bisognava scegliere tra un ex procuratore antimafia e un ex avvocato del mafioso Giovanni Bontate.
    Qualcuno reclama la frase di Grasso del premio a Berlusconi. Mi auguro che glielo vada a consegnare a San Vittore. Per alcuni basta dire una cazzata per vanificare anni di battaglie contro la mafia, io cerco di valutare anche le sue dichiarazioni sulle infiltrazioni mafiose nella TAV. Inoltre, il M5S si è sempre prefissato di scegliere di volta in volta. Questa era la volta giusta per evitare che venisse riconfermato Schifani. I Presidenti di Camera e Senato devono essere super partes e quindi questa loro scelta non è data a favore di un partito ma per ridare dignità alle Istituzioni. Tutto coerente con la nostra battaglia. I traditori sono quelli che ci hanno fatto rischiare che venisse riconfermato Schifani.

  6. I 13 DELLA VERGOGNA …..
    SOSTENGONO UNA TEORIA VECCHIA DI 20 ANNI E CHE CI HA PORTATO AL DISASTRO POLITICO ECONOMICO ED ISTITUZIONALE…IL MENO PEGGIO. BASTA !
    scrivo questo sulla bacheca del senatore del mov 5 stelle che vota un candidato PD
    “e siamo sempre alla teoria del meno peggio…voto Grasso se no potrebbe vincere Schifani…
    Voto un candidato del PD al quirinale dovesse mai vincere uno del PDL e poi con le stesse motivazioni potreste appoggiare un governo PD camuffato di nuovo se no governa Berlsuconi…è 20 anni che sento stò ragionamento e tu il presunto nuovo me lo riproponi? sei uno 0 spaccato della politica torna a fare quello che facevi prima magari vergognandoti un pò…che schifo!”

    la sua e le altre pagine degli inciucisti 5 stelle sono massacrate dagli elettori delusi …il tutto ovviamente non viene riportato dai media mainstream che tramite Eugenio Scalfari, il peggio del peggio della vecchia casta politico giornalistica, elogiano i 13 delle pastette… https://www.facebook.com/FrancescoCampanella5Stel

    1. Massimo Manghi

      La realtà è quasi sempre questo: accettare e sviluppare l'opzione migliore che ti viene offerta. Accettare e sviluppare non semplicemente subire. Ma per sviluppare bisogna parlare a chi potrebbe ascoltarti e comprendere. La prospettiva di avere anche l'opzione peggiore perché tanto "comunque non è la tua" sembra una resa:" non abbiamo il 100%, allora al diavolo tutto". E anche mancanza di fiducia nelle capacità di chi ti rappresenta. Dopo tutto con M5S abbiamo Boldrini e Grasso invece che Finocchiaro e Franceschini. Qualcosa forse è cambiato. Tocca a noi (voi, dovrei dire) non farlo avvizzire

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