Io la Lombardia la difendo


Editoriale scritto  per ArcipelagoMilano

cavalli screenLa Lombardia è la mia terra e la difendo, da cittadino, mica eletto, e nemmeno da scortato antimafioso perché mi verrebbe troppo comodo e troppo paratelevisivo, ma da cittadino con i figli che lavoreranno e faranno altri figli qui in Lombardia, la difendo dai faccendieri, gli affaristi, i viscidi commensali, i lacchè senza dignità e la retorica della propria terra che ha innescato un meccanismo perverso (e inverso alla democrazia) che in alcuni settori chiede “chi ti manda” e “a chi appartieni” per decidere la possibilità di assunzione e di carriera. La Lombardia la difendo dall’analfabetismo (coltivato ad hoc) verso le persone serie, oneste e dedite all’etica come dovere morale, in una regione che per decenni ci ha convito che la spericolatezza fosse una virtù in politica e nell’imprenditoria e una regione che ha voluto convincerci che la solidarietà sia un vezzo democratico che non possiamo permetterci per non mettere a rischio la sicurezza dei nostri figli.

Io non so cosa debba succedere ancora per chiederci di andare oltre all’indignazione sulle associazioni criminali che sono arrivate fino ai gangli più alti della politica regionale; se serva un morto ammazzato proprio in mezzo al corridoio del Pirellone o l’arresto di un altro assessore con la coppola in testa e la lupara sotto il cappotto per convincerci che l’emergenza è passata da un pezzo e l’infiltrazione mafiosa è stata un momento di una diffusione radicata e ormai difficilmente riconoscibile che svena ma non tormenta, non si sente: sembrano al massimo un paio di linee di febbre.

Io non tollero più di fare lo scortato buono per le interviste, le televisioni, gli antimafiosi una volta al mese nei convegni tra amici e poi non riuscire a raccontare cosa è cambiato alla sera quando me lo chiedono i miei figli. Perché abbiamo sbagliato noi, forse, a credere che bastassero questi ultimi mesi per dare l’idea di un allarme che suona muto da decenni e invece siamo ancora visionari (forse meno di una volta), allarmisti (anche se con più seguaci) e minoranza. Di una battaglia che è politica dove mafia e Stato (o Regione) fanno lo stesso identico mestiere: offrono occupazione, welfare e protezione. E due concorrenti nello stesso territorio o si fanno la guerra all’ultimo respiro oppure viene il dubbio che si siano messi d’accordo.

9 Commenti

  1. Cristina

    Ciao,
    sempre io.
    Vi voglio fare un esempio relativo all'interesse delle persone ad informarsi e a cambiare qualcosa.
    Qualche mese fa sono stata a due incontri organizzati a Milano da Libera in collaborazione con gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, dal titolo "SEGNALI DI MAFIE – Il ruolo dei professionisti nell'azione di contrasto" dove si è parlato di mafie, corruzione, appalti … sono state ore molto interessanti e formative, anche se io personalmente non sono digiuna di antimafia. Ma eravamo si e no una quarantina di professionisti. So che l'Ordine degli Ingegneri aveva inviato qualche migliaio di e-mail di invito. Sembra che sia una cosa che non riguardi nessuno …

  2. Cristina

    Ciao,
    quello che mi ha colpito di più della Tua analisi sono le ultime due frasi: "Di una battaglia che è politica dove mafia e Stato (o Regione) fanno lo stesso identico mestiere: offrono occupazione, welfare e protezione. E due concorrenti nello stesso territorio o si fanno la guerra all’ultimo respiro oppure viene il dubbio che si siano messi d’accordo".
    Secondo me i lombardi peccano, da un lato, di grandissima ignoranza, celata sotto il velo della "fiducia" verso le istituzioni e la politica e i politici, dall'altro di connivenza dove hanno riscontri econimici, di carriera, di posizione ecc. grazie alla rete di conoscenze e "amicizie" e appartenenze politiche e altro.
    Preciso che nel primo gruppo che ho citato non ci sono le persone poco colte, ma tutti quelli che si accontentano di quello che viene loro raccontato (magari attraverso la TV) e che, comunque, come il secondo gruppo di persone, guardano solo al loro interesse.

  3. luisa alfa

    non vivo in Lombardia,ma posso comprendere il disappunto e l'amarezza di chi non vede intorno a sè le cose che vorrebbe nè come vorrebbe vederle.Mi sento in piena sintonia con quanto letto nel primo commento! è disperante il prender coscienza della inutilità del proprio agire onesto e dignitoso….è impotenza e sgomento….!!!

  4. C’era proprio bisogno di uno come te in lombardia…peccato davvero peccato come dici te mi sa che ci vuole un morto nei corridoi del pirellone per far capire qual è la situazione reale e come la ‘ndragheta sia ormai diffusa a livello capillare in lombardia…SVEGLIA!!!!

  5. Giulio, non mi conosci ,ma ti ho votato. E’ vero non sei stato eletto ,ma non ritengo il mio voto sprecato….La tua lombardia è stata la mia lombardia …..prima che tu nascessi….Ora vedo il degrado morale e sociale.non hai idea di quanto tutto questo mi rattrista.per la prima volta ,io che sono stata una combattente, mi sento IMPOTENTE!!! <3

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